Due interessanti mostre collettive al Complesso Monticello

Inaugurazioni il 23 ottobre 2019 ore 17.00 e fino al 25 ottobre 2019, orari: dalle 17 alle 20.30
Redazione - 20 Ottobre 2019

Inizia la settimana di Rome Art Week 21/26 ottobre 2019 Alla sua quarta edizione romana riafferma il desiderio di fare rete con 150 Strutture, 28 Curatori, 334 Artisti, 398 Eventi …

Segnaliamo due interessanti mostre collettive entrambe al Complesso Monticello, via Aurelia 278 Roma – Inaugurazioni il 23 ottobre 2019 ore 17.00 e fino al 25 ottobre 2019, orari: dalle 17 alle 20.30. Entrambe affrontano tematiche di grande attualità.

 

“L’Infinito. Più vicini all’universo dove annega il pensiero”

Progetto per il bicentenario de L’Infinito di Leopardi. A cura di Roberta Melasecca e Fabio Milani, da un’idea di Roberta Melasecca. Graphic design by Jerusa Carneiro da una immagine di Roberta Melasecca

Il 2019 è l’anno che vede celebrarsi l’anniversario dell’opera L’Infinito di Giacomo Leopardi: 1819 – 2019. Questa ricorrenza, il passaggio di 200 anni di storie, vite, accadimenti tragici e felici, pensieri, studi, scoperte, incredibili e inaspettate attività umane, è simbolo dell’eternità. L’Arte travalica il tempo e lo spazio e giunge al cuore dell’uomo attraversando diverse vie, nuove per ogni epoca, trafiggendolo tuttavia sempre nello stesso fragile e imperscrutabile luogo. E’ un territorio dove affiora l’io, senza maschere, spogliato dagli orpelli, che violentemente si scopre senza difese ma pronto a pensare ed agire senza condizionamenti. E’ uno spazio dove l’anima, forzatamente abbandonata, priva di ogni morbida protezione, sola ed in piedi esclusivamente con la sua vaga ombra, scorge forze inattese, arditi domini che intrecciano altri spiriti. Attraverso un percorso di velocità e lentezze, di voci, corpi, parole, gesti, colori, forme, di volta in volta vengono generati nuovi segni e decodificati nuovi alfabeti che travalicano i confini e rendono prossime le speranze. Ora più vicini all’universo dove annega il pensiero.

Artisti partecipanti: Emanuela Lena, Alessia Nardi, Claudia Quintieri, Stefania Di Filippo, Donatella Pinocci, Tina Bellini, Marco Marassi, Barbara Lalle, Arianna Bonamore, Roberta Maola, Antonella Albani, Fiorenzo Zaffina, Fernando Falconi, Valter Sambucini, Pier Maurizio Greco, Placido Scandurra, Francesca Cortona, Armando di Nunzio, Licinia Mirabelli, Alessandra Di Francesco, Anghelopoulos, Daniela Foschi, Antonella Privitera, Consuelo Mura, Micaela Legnaioli, Maria Gloria Sirabella, Walter Zuccarini, Ak2deru, Alessandro Crapanzano, Caterina Ciuffetelli, Carlo Cecchi, Corrado Delfini, Enrico Becerra, Fabio Mariani, Fabio Milani, Silvia Valeri, Ivan Paduano, Juliano Kattinis, Laura De Lorenzo, Marco Eusebi, Ninni Donato, Paolo Bielli, Pietro De Scisciolo, Pietro Zucca, Sandro Sanna, Thalassini Douma, Gianfranco Basso, Achille Pace, Marbel, Dory Zard, Gudrum De Chirico, Antonio La Colla, Giorgio Ortona, Angelo Cortese, Michelangelo Pietradura , Andrea Pinchi, Eliseo Sonnino, Max Ferrigno, Flavio Petricca, Susan Kessler, Ennio Calabria, Achille Perilli, Gianpaolo Arionte, Gianmaria De Luca.

 

 

“Dangerous kindness – La gentilezza è pericolosa”

Progetto a cura di Roberta Melasecca. Graphic design by Jerusa Carneiro

Gentilezza deriva dal latino gentilis – della stessa famiglia – e da gens – formazione familiare allargata-: nel suo significato etimologico il termine gentilezza mette in evidenza le modalità con le quali ognuno di noi si relaziona con la famiglia e con la società. Non è dunque cortesia o garbo: gentilezza è l’insieme delle azioni che lega una comunità. Gentilezza è senso civico, opportunità, attenzione; non è semplice rispetto di norme scritte o convenzioni, ma strumento che costruisce e disegna la società attraverso la cura per se stessi e gli altri. Jorge Mario Bergoglio nell’udienza generale a Piazza S. Pietro del 13 maggio 2015 utilizza tre parole, ognuna delle quali cela interessanti riflessioni. Permesso?: entrare nella vita dell’altro richiede un atteggiamento non invasivo che rinnova la fiducia e il rispetto. Grazie: spesso la gentilezza e la capacità di ringraziare vengono viste come segno di debolezza, a volte di ipocrisia, suscitano spesso diffidenza e vengono liquidate come moralistiche e sentimentali. Scusa: “Parola difficile, certo, eppure così necessaria. Quando manca, piccole crepe si allargano – anche senza volerlo – fino a diventare fossati profondi.” La gentilezza, e con essa il senso civico, viene considerata una forma superiore di egoismo o la forma più vigliacca di debolezza. E così l’ostilità, la discriminazione, l’esclusione si sostituiscono alla collaborazione, all’accettazione dell’altro, all’accoglienza. La cosa pubblica non viene considerata più come appartenente al patrimonio personale, da proteggere, difendere, curare e il nostro sistema di relazioni sembra dimenticare quella capacità di identificarsi con l’altro, con i suoi piaceri e le sue sofferenze. La gentilezza crea un coinvolgimento con l’altro e proprio per questo ci fa sentire profondamente a disagio. La gentilezza è rischiosa: è un sentimento antiromantico che riconosce la vulnerabilità e contemporaneamente incentiva la vitalità, rende i rapporti autentici, alla pari ed inclusivi. La gentilezza necessita impegno e volontà nella trasmissione: educare il senso civico è notevolmente più complesso che predisporre un apparato di norme e sanzioni. Spesso, infatti, siamo portati a scegliere la strada più facile e veloce, nell’illusione che un sistema repressivo risulti più efficace di un sistema educativo. La gentilezza è pericolosa. La gentilezza mi costringe a guardarti negli occhi, a stringere la tua mano e a condividere un bene che è contemporaneamente mio e tuo.

Artiste partecipanti: Paola Marzano, Silvia Stucky, Emanuela Camacci, Thea Tini, Federica Zianni, Lia Cavo , Elisabetta Pizzichetti.

 

Tutte le iniziative, le mostre, gli artisti ed anche i punti di vista di critici ed operatori del settore su https://romeartweek.com/it/

 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti