

L'uomo è accusato del duplice omicidio della figlia di 11 mesi e della compagna trovate morta a Roma lo scorso 7 giugno
Torna a far parlare di sé Charles Francis Kaufmann, alias Rexal Ford, il 46enne cittadino americano accusato di uno dei casi più sconvolgenti degli ultimi anni nella Capitale: il duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia di 11 mesi, Andromeda.
A meno di due mesi dal ritrovamento dei corpi nel parco di Villa Pamphili, l’uomo – attualmente detenuto a Rebibbia nel reparto protetto – chiede di tornare in libertà.
Il suo legale ha infatti presentato ricorso al tribunale del Riesame di Roma per chiedere la revoca della misura cautelare in carcere. L’udienza è stata fissata per lunedì 29 luglio.
Kaufmann era stato arrestato a Salonicco, in Grecia, dove si era rifugiato subito dopo i fatti del 7 giugno. Quel giorno, i cadaveri della compagna e della figlia furono trovati a poca distanza l’uno dall’altro nel parco romano. Anastasia Trofimova, 41 anni, era originaria della Siberia; la piccola Andromeda era la figlia della coppia, come ora confermato dall’esame del DNA.
L’uomo era stato estradato in Italia il mese scorso, ma una volta rientrato non ha mai risposto alle domande degli inquirenti. Si è avvalso della facoltà di non rispondere sia davanti al giudice per le indagini preliminari che ai magistrati titolari del fascicolo, Giuseppe Cascini e Antonio Verdi.
Nonostante il quadro indiziario si sia rafforzato grazie ai risultati del DNA e ad alcuni elementi investigativi raccolti sul luogo del delitto, restano ancora aspetti oscuri, soprattutto sul piano medico-legale.
L’autopsia sul corpo di Anastasia non ha ancora chiarito le cause esatte della morte, anche se l’ipotesi più accreditata resta quella del soffocamento. Si attendono ora gli esami istologici, che potrebbero fornire risposte decisive.
Parallelamente all’indagine per omicidio, la Procura sta cercando di ricostruire i movimenti economici dell’indagato, che aveva assunto l’identità fittizia di “Rexal Ford”, presentandosi come regista di un film mai distribuito, dal titolo Stelle della Notte.
Secondo quanto emerso, il progetto avrebbe ottenuto fondi pubblici attraverso il tax credit del Ministero della Cultura, un meccanismo riservato a produzioni cinematografiche regolarmente registrate.
Gli inquirenti stanno verificando l’autenticità delle pratiche di finanziamento e se vi siano state truffe a danno dello Stato con l’uso di identità fittizie e documentazione alterata.
A Roma sono arrivati anche i genitori di Anastasia Trofimova, che hanno effettuato il riconoscimento ufficiale delle salme. Attraverso i loro legali, hanno annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo a carico di Kaufmann, qualora si arrivi a giudizio.
Ora, l’attenzione si concentra sull’udienza del 29 luglio, quando il Riesame dovrà decidere se confermare o meno la detenzione in carcere. Una richiesta che, alla luce della gravità del quadro indiziario e della fuga all’estero già avvenuta, appare destinata a sollevare nuove tensioni e reazioni pubbliche.
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