Emanuela Familiari, in arte Dj Blade

La giovane deejay si racconta ad Abitare A
di Maria Giovanna Tarullo - 19 Dicembre 2011

Uomini, mai sottovalutare la forza di una donna, ricordate vi faranno credere di essere il "sesso debole" solamente per fregarvi. Beh, Emanuela Familiari, in arte "Dj Blade, ci riesce ogni volta che entra in una discoteca cimentandosi in uno dei mestieri maschili per antonomasia, ovvero quello del deejay, scatenando il popolo della notte di mezzo mondo.
Non fatevi ingannare dall’ aspetto sexy ed intrigante di Dj Blade, perchè dietro tutto questo si cela una delle deejay più apprezzate e stimate a livello mondiale.

La giovane deejay, da poco diventata mamma del piccolo Gianmarco, si racconta ad Abitare A Roma partendo dalla sua avventura nel mondo della notte per arrivare a parlare dell’attuale situazione dei giovani nel nostro paese con un pensiero di speranza per il futuro del suo bambino.

Emanuela sei passata dal placare gli animi dei passeggeri dei voli della nostra compagnia di bandiera ad accendere le folli notti dei discotecari di mezzo mondo. Come è nata la tua passione per la consolle e la decisione di intraprendere questo strano percorso?
Sono sempre stata amante della musica. Sono cresciuta con un padre chitarrista e riempito le mie giornate da figlia unica ascoltando tanti vinili. La passione per la consolle è arrivata solo nel 2000 per noia… sono tornata da Londra dopo 3 anni di permanenza li e mi sono detta: o imparo a metter musica e metto quello che mi piace nei locali o non esco più!

Sei divenuta in poco tempo una delle dj donne più amate dal popolo della notte, anche grazie alla rete, con il nome d’arte di "Dj Blade", qual’è il motivo della scelta di questo nome? Qual’ è stata la formula che ti ha permesso di conquistare un pubblico così esigente?
Il nome è nato da una voglia di contrasto diciamo così… era uscito Blade il film di vampiri… e tutti associavano questo nome a Wesley Snipes, quindi un omone di colore vampiro diurno… poi invece apparivo io donna, bianchissima e notturna ed il collegamento quindi diventava solo la techno che è stato il mio primo amore musicale…
Ma la formula non la conosco in realtà… sono sempre molto lusingata quando vedo apprezzamento da parte del pubblico della notte, mi viene in mente solo l’autenticità… sono vera, sempre e questo di solito arriva senza bisogno di parole…come la musica.

Il personaggio di "Dj Blade" si distingue nel mondo "maschilista" dei dj anche per il look sexy ed aggressivo, che ti è valso il titolo di "The world’s most sexy dj" (la dj più sexy del mondo). Quanto pensi abbia inciso la tua immagine?
Sicuramente essere una bella ragazza aiuta, ed il mio look rappresenta sempre me stessa in modo autentico… se fosse una maschera non sarebbe così di successo.
Ti spaventa l’idea che la bellezza possa oscurare il talento?
Di belle ragazze ce ne sono molte, c’è il boom delle dj donna… ma la bravura se c’è esce fuori e fa la differenza.

Quale aspetto della tua anima vorresti conoscesse chi critica il tuo personaggio?
Non voglio che chi mi critica conosca mai la mia anima… a stento lo permetto a chi mi ama.

Cosa ha portato Blade nella vita di Emanuela e viceversa?
Non vivo nessuna scissione… sono sempre me stessa. Blade è l’animale notturno ed Emanuela la neomamma ma con lo stesso cuore e le stesse passioni.

Escort, veline, soubrette varie, avendo fatto anche delle esperienze nel campo dello spettacolo, come ti poni verso tutte quelle donne che decidono di mettere in vendita il proprio corpo per un momento di gloria?
Sono molto critica verso questa moltitudine di ragazze… molto… secondo me la mercificazione non paga, si rischia di perdere solo anima e dignità che poi dopo il momento di gloria che non ti cambia la vita… non ti ridà nessuno!

Riusciranno mai le donne secondo te a scrollarsi di dosso l’appellativo di "sesso debole"?
Secondo me le donne vogliono far credere di essere il sesso debole… quindi non se lo scrolleranno mai per furbizia! Le donne forti in questo mondo maschilista rimangono da sole purtroppo se non fingono di essere ‘deboli’.

Hai vissuto a Londra per tre anni, quale differenza hai osservato tra la tua città natale Roma e la capitale britannica sia nella vita giornaliera che in quella notturna? Cosa ti ha spinto a tornare nella capitale?
Tranne le banalità come l’ordine e la civiltà che qui a Roma sono state dimenticate lustri fa… la differenza è nel modo di divertirsi. Qui si da troppa importanza all’apparire a discapito della sostanza…
Sono tornata a Roma per lavoro all’epoca e poi sono rimasta qui per ‘amore’

Hai da pochi mesi dato alla luce il tuo primo bambino in questo momento precario del nostro paese cosa ti auguri per il suo futuro e per quello dei giovani che stanno iniziando il loro percorso lavorativo?
Il mio bimbo ha due mesi e si chiama Gianmarco, come mamma gli auguro di trovare un mondo migliore tra 20 anni quando potrà iniziare ad affacciarsi al mondo del lavoro… ma con questi chiari di luna in effetti sembra un po un’utopia… purtroppo per ora non ci resta che tenere le dita incrociate e dare una buona educazione e dei valori sani… poi si vedrà. Per quanto riguarda i giovani adesso invece è tosta poichè ad oggi la crisi è nera e non hanno tempo di sperare in lenti cambiamenti.


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