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Emergenza idrica nella Capitale

A farlo sapere è Acea che ha pubblicato una cartina di zone a rischio siccità per i mesi estivi

Sarà un’estate torrida e ad emergenza idrica per la Capitale e la sua provincia. A farlo sapere è Acea, l’azienda il cui socio di maggioranza è il Comune di Roma. L’azienda ha infatti appena pubblicato una cartina di zone a rischio siccità per i mesi estivi del 2017. Le aree interessate sono abitate da almeno un milione di persone.

Le zone colpite toccano tutta la città: Ostia, Eur, Esquilino, Ostiense ma anche Casalpalocco, Saxa Rubra, primavalle, Tor Vergata, Prenestino ed Appio Latino. A queste zone vanno aggiunti numerosi comuni della provincia, specie nell’area dei Castelli romani. Numerose le cause che potrebbero portare alla assenza di acqua nei rubinetti delle case romane.

Anzitutto il caldo: l’estate appena iniziata promette di essere tra le più torride degli ultimi anni. Da inizio anno a Roma sono caduti solo 150mm di acqua: non ne cadeva così poca dal 2009. Le temperature stanno inoltre per alzarsi, con le massime che supereranno già a fine mese i 30 gradi. Un simile caldo porterà alla diminuzione delle riserve idriche e ad un maggior consumo pro capite di acqua.

Oltre al sole caldissimo, esiste un problema di fornitura. La sorgente del Peschiera, che da Rieti rifornisce la Capitale di acqua potabile, si trova in carenza d’acqua. Infrastrutture idriche come l’acquedotto Marcio, il Simbrivio e il Doganella lavorano a regimi ridotti, trasportando flussi d’acqua inferiori anche del 20-25% rispetto alle medie stagionali. I pozzi dell’ex Casmez  sono al momento inutilizzabili a causa di sostanze inquinanti: ciò creerà ripercussioni ancora peggiori nel quadrante sud-est della città.

La situazione è ulteriormente aggravata dalle condizioni critiche delle tubature romane, che arrivano a disperdere anche il 40% dell’acqua che vi scorre all’interno. I sindacati lamentano una eccessiva attenzione rivolta da Acea agli investimenti sul sistema informativo, mentre le conduttore attualmente in funzione risalgono spesso al dopoguerra.

L’acqua mancante sarà prelevata dal Lago di Bracciano, al quale saranno sottratti 1800 litri al secondo nel mese di luglio, 800 litri al secondo ad agosto e 1600 nel corso di settembre. Ciò porterà ad un abbassamento di almeno 60 cm delle acqua lacustri.

Problematiche serie, che Acea vuole affrontare attraverso misure d’emergenza quali la sospensione del servizio al fine di evitare sprechi, specie nelle ore notturne. Potrebbe infatti rivelarsi necessaria la riduzione dell’erogazione d’acqua, soprattutto in alcune zone maggiormente colpite dall’abbassamento di pressione. Disagi particolari potrebbero essere registrati ai piani alti degli edifici. Il nuovo amministratore delegato dell’azienda di Piazzale Ostiense, Stefano Donnarumma, ha creato una cabina di regia per affrontare l’emergenza idrica in arrivo. L’emergenza è classificata al livello 1 in una scala che va da 0 a 2. Il livello 1 corrisponde ad “abbassamenti di pressione o carenze idriche in zone limitate”.

A fine 2017 Donnarumma dovrebbe presentare il nuovo piano industriale di Acea, all’interno del quale ha promesso di inserire investimenti per la manutenzione e la miglioria delle tubature, per prevenire futuri rischi di crisi idriche.

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