

Nel gruppo di 127 connazionali transitati dagli Emirati. Rientrata anche la moglie di Crosetto
Alle 21.26 di ieri, il Boeing 737 proveniente da Mascate ha toccato la pista del “Leonardo da Vinci”, segnando la fine di un incubo per il primo gruppo di rifugiati dal conflitto (127 connazionali).
Tra i passeggeri sbarcati figurano anche Gaia Saponaro, moglie del ministro della Difesa Guido Crosetto, e i loro figli, che hanno già lasciato lo scalo romano.
Il rientro è una corsa contro il tempo e contro i divieti di volo. Poiché le compagnie europee (inclusa ITA) non possono sorvolare le zone di conflitto e gli aerei militari non schermati sono a rischio, la diplomazia italiana sta utilizzando vettori locali come Oman Air.
Eclatante il caso di due cittadini marchigiani che, per fuggire da Dubai, hanno noleggiato un’auto e percorso gli ultimi chilometri a piedi attraverso il confine omanita per raggiungere l’aeroporto di partenza.
La priorità ora si sposta sui più fragili:
Oggi, mercoledì 4 marzo: previsto un volo speciale da Abu Dhabi a Milano per 200 studenti minorenni (tra cui ragazzi del liceo Sant’Anna di Torino).
Voli charter dalle Maldive: la Farnesina sta organizzando rientri per migliaia di turisti rimasti bloccati nell’arcipelago poiché il loro scalo tecnico a Dubai è saltato.
Corridori verso Riad: si lavora per spostare via terra i connazionali da Qatar e Bahrein verso l’Arabia Saudita.
Chi è ancora bloccato descrive uno scenario spettrale. «È come un lockdown: auto ferme, scuole chiuse, solo rumori di sottofondo», racconta Francesca Raspavolo da Dubai.
Anche la cantante e conduttrice Luisa Corna, ospite di un gala musicale, è rimasta a terra: «C’è un clima di grande tensione e insicurezza, una sensazione bruttissima».
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tracciato un quadro imponente della presenza italiana nella regione:
“Sono oltre 70.000 i nostri connazionali nell’area. Circa 30.000 tra Dubai e Abu Dhabi e 20.000 residenti in Israele. La loro sicurezza è la nostra priorità assoluta.”
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