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Epatite A, virus arrivato dalla Campania: 50 casi registrati a Roma. La Regione: “Situazione monitorata”

Il virus HAV sarebbe arrivato nel Lazio a partire da una partita di frutti di mare contaminati provenienti dalla Campania

La Regione Lazio ha aggiornato oggi, mercoledì 25 marzo 2026, la situazione del focolaio di Epatite A che sta interessando diverse province, portando il bilancio complessivo a 120 casi confermati.

Secondo alcune indagini effettuate recentemente, il virus HAV sarebbe arrivato nel Lazio a partire da una partita di frutti di mare contaminati provenienti dalla Campania, dove già a gennaio le forti piogge avevano favorito la contaminazione degli allevamenti con scarichi fognari.

La diffusione sul territorio

Il contagio si è propagato principalmente tramite la distribuzione alimentare dei molluschi:

Roma Capitale: 50 casi registrati tra le ASL Roma 1 e Roma 2.

Provincia di Latina: 24 pazienti, sparsi tra Aprilia, Terracina, Fondi, Formia e Sabaudia.

Altre province del Lazio: 46 casi aggiuntivi, per un totale regionale di 120 contagi.

La Regione: “Situazione monitorata”

“Monitoriamo costantemente la situazione” fanno sapere dalla Regione, aggiungendo che oggi pomeriggio, mercoledì 25 marzo, è previsto un nuovo aggiornamento epidemiologico ma che “non ci aspettiamo nuovi casi”.

Come avviene la trasmissione

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ricorda che l’Epatite A si trasmette per via oro-fecale, con i principali rischi legati al consumo di molluschi crudi o poco cotti provenienti da acque contaminate.

Periodo di incubazione: da 15 a 50 giorni, il che spiega perché i casi attuali risalgono a consumi effettuati a febbraio.

Sintomi: nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno, ma in alcuni adulti possono verificarsi forme gravi o fulminanti.

Misure di sicurezza: i lotti sospetti sono stati ritirati dal mercato già dal 20 febbraio; le autorità raccomandano comunque prudenza nel consumo di frutti di mare crudi.

La sorveglianza continua, con l’obiettivo di limitare la diffusione e proteggere i cittadini, mentre le autorità sanitarie monitorano la situazione con attenzione, raccomandando igiene e precauzioni nella preparazione e nel consumo dei prodotti ittici.


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