

Tra gli interpreti principali Harrison Ford, Ben Kingsley e il giovane Asa Butterfield
Esce oggi 30 ottobre, in oltre 250 sale cinematografiche italiane, il film Ender’s Game, tratto dall’omonimo best seller di Orson Scott Card (italianizzato in “Il gioco di Ender”) pubblicato per la prima volta nel 1977.
Protagonista è Ender, terzogenito della famiglia Wiggin alla quale è stato permesso di superare il limite massimo di concepimento fissato a due unità per ogni nucleo familiare.
Dotato di straordinarie capacità intellettive, nonché di spiccate competenze strategiche, viene tenuto d’occhio dalla Flotta Internazionale, intenta ad arruolare giovani leve a cui spetterà il compito di difendere il pianeta Terra in previsione di un futuro attacco alieno. Già 20 anni prima i Formic, specie extraterrestre molto simile ai laboriosi insetti, hanno cercato di invadere il pianeta alla ricerca di acqua, venendo respinti dall’eroico Mazer Rackham, allora Comandante della Flotta Internazionale.
Dopo aver conseguito ottimi risultati negli addestramenti della scuola di guerra, viene promosso alla Scuola di Comando, dove si confronterà con lo stesso Mazer Rackham. Gli allenamenti diventano quanto più aderenti ad una possibile evoluzione delle tensioni tra i terrestri e i formic, necessariamente studiati a contrastare l’incombente minaccia interplanetaria.
Con il procedere dei giorni però, Ender Wiggin comincerà a chiedersi se la guerra sia davvero la soluzione migliore per mettere fine alle ostilità tra i due popoli, o se esista una minima possibilità di pacifica mediazione.
Un film che tenta di replicare la già assodata empatia del pubblico per i personaggi alla Harry Potter, socialmente emarginati ma dalle inaspettate potenzialità, unendo caratteristiche degne dei migliori action movie fantascientifici ai più nobili lungometraggi pedagogici: la pruriginosa tracotanza di una società naturalmente orientata alla guerra viene circoscritta da una benevola parabola di talento e buoni sentimenti. Una produzione che, complice l’abbondanza di messaggi positivi, suggella il tutto con la firma in calce alla sceneggiatura dello stesso Orson Scott Card, e con stelle del calibro di Harrison Ford e Ben Kingsley ad impreziosirne il corposo cast.
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