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Italy in a day, l’Italia vista dagli italiani

L'esperimento di Gabriele Salvatores incuriosisce il pubblico, ma non brilla in ascolti tv

Italy in a day, è tempo di riflessioni e discussioni come ogni “day after” che si rispetti. Partiamo con il dire che l’atipicità del film lo caratterizza e lo rende più complesso da decifrare.

La pellicola si svolge come una giornata “tipo”, infatti nei primi quindici minuti troviamo quasi solo video inerenti alla fase del risveglio, condita da baci, colazioni a letto, pigrizia e coccole inaspettate da parte degli amici a quattro zampe.

italy in a dayLa fase centrale del film mostra gli italiani al lavoro ed i mestieri rappresentati sono stati molteplici, dal fattore all’operaio, dal fornaio al marinario a bordo della nave portacontainer. Si chiude con la buonanotte e con il coricarsi dei protagonisti. Non brillano, purtroppo, gli ascolti con uno share fissato all’8,84%, ovvero 1.896.000 spettatori.

Film senza dubbio impegnativo ed apprezzabile nella forma, considerando che non v’era né copione né trama prestabiliti. Il social film per quanto curioso risulta essere leggermente pesante data l’attenzione massima richiesta ad ogni cambio di scena (ogni 10 secondi circa), ed un italiano incline al dialetto, alle volte, che è risultato quasi incomprensibile.

Molto stuzzicanti sono stati dei video di italiani all’estero (Indonesia, Cina) e va da se che la “location” dell’astronauta Luca Parmitano lo ha aiutato a realizzare un video decisamente curioso ed a tratti suggestivo, come quando mostra il panorama dalla “cupola” della navicella spaziale.

Alcuni filmati hanno toccato il cuore , per esempio quello della mamma affetta da alzheimer che non ricorda il nome del figlio, oppure quello della coppia gay composta da due papà che giocano con la loro figlia, per nulla turbata dall’illegittimo nucleo familiare, segno inequivocabile che alla fine se c’è amore, c’è benessere a prescindere da tutto.

Altri video sono risultati un po’scontati, tipiche scene che un occhio vigile ed un orecchio attento non abbiano già colto in strada, magari facendo una passeggiata. Al contrario da quel che si leggeva prima della messa in onda, si evince una nota aspra di grande depressione, certificata da testimonianze più o meno giovani che non si riconoscono più in questa Italia.

Non ci prendiamo l’autorità di dire se questo esperimento, così lo ha definito Salavatores, sia riuscito oppure no, ma se effettivamente è servito a conoscerci di più, nell’era dei post e dei tweet, del non dialogo e dello scarso ascolto, sicuramente è da ripetere.

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