

Un action thriller dove azione e comicità si abbinano in un mix talmente surreale e realistico da rendere la produzione quanto mai esilarante
Il 5 giugno arriva nelle sale cinematografiche ‘3 Days to Kill’, con Kevin Kostner, Connie Nielsen (già protagonista nel film Il Gladiatore’) e Amber Heard . Il film, diretto da McG (Charlie’s Angels – Più che mai, Una spia non basta), è un action thriller dove azione e comicità si abbinano in un mix talmente surreale e realistico da rendere la produzione quanto mai esilarante.
Kevin Kostner alias Ethan, è una spia internazionale che ha dedicato 30 anni alla Cia, non curandosi della propria famiglia per timore che questa potesse essere invischiata in situazioni pericolose. Fino a quando gli viene diagnosticato un tumore, al che decide di partire verso Parigi e passare gli ultimi 3 mesi della sua vita accanto alla figlia, cosi da conoscerla meglio.
A tal proposito, le parole del regista: ‘Ecco un tema in cui tante persone si riconosceranno. Spesso perdiamo tempo per cose futili, secondarie, perdendo di vista quelle che contano davvero. In fondo, il messaggio del film è proprio questo’’.
E’ qui, tra gli Champs Elysee, la Torre Eiffel, che il film è ambientato. Le scene, per volontà del regista, sono state girate per le strade di Parigi, cosi da regalare al pubblico la sensazione di assistere dal vivo alla bellezza di una delle capitali piu’ belle del mondo.
Ethan riallaccia i rapporti con la figlia, un adolescente di 16 anni con i problemi esistenziali di ciascun ragazzo/a della sua età. Kevin Kostner dovrà cimentarsi con la prova piu’ difficile della sua vita, essere un buon padre. Ma i suoi piani vengono scombinanti da Ivi, una seducente donna che fa capo alla Cia e che gli propone una cura sperimentale che gli possa allungare la vita, a patto che il protagonista porti a termine un’ultima missione: catturare uno dei criminale piu’ pericolosi al mondo.
Il protagonista, quindi, si troverà dinanzi alla compenetrazione delle sue due vite : la spia e l’essere padre. Una novità rispetto alle precedenti produzioni in cui le spie avevano il ruolo da protagonista ,è l’esaltazione della componente emotiva dello stesso, che a contatto con la figlia e l’ex moglie è una persona come tutte le altre: con le sue fragilità e il desiderio che i suoi cari non corrano alcun pericolo. Altro aspetto rivoluzionario è l’inserimento dello humor nelle scene teoricamente meno appropriate per chi svolga il mestiere di spia. Difatti gli avversari di Ethan diverranno degli esempi in positivo dai quali imparare e farsi consigliare per ricevere consigli su come essere un buon padre.
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