Napoli velata, arriva nei cinema il nuovo film di Ferzan Ozpetek

Eros e morte, l'amore, il sesso, la violenza scoppiano nella cornice di un thriller
Vania Garzillo - 4 dicembre 2017

In una Napoli sospesa tra magia e superstizione, follia e razionalità, un mistero avvolge l’esistenza di Adriana (Giovanna Mezzogiorno) travolta da un amore improvviso e un delitto violento. Il loro incontro avviene durante un rito molto speciale, quello del parto dei femminielli. Inizia l’attrazione, con un forte tocco di psicopatia da parte di lui. Ma quando avviene l’omicidio di una persona a lei vicina, Adriana deve fare i conti con il suo passato, un occhio portafortuna lasciatole dal padre e i segreti del prossimo.

Eros e morte, l’amore, il sesso, la violenza scoppiano nella cornice di un thriller. Così si risvegliano le ombre di Napoli velata, il nuovo film di Ferzan Ozpetek, nei cinema dal 28 dicembre.

A coronare questa Napoli elegante e gialla troviamo uno stuolo di attori partenopei, a cominciare da Anna Bonaiuto, Lina Sastri, Luisa Ranieri, Maria Pia Calzone ma ci saranno anche Alessandro Borghi, Isabella Ferrari, Peppe Barra, Luisa Ranieri, Biagio Forestieri, Loredana Cannata.

Giovanna Mezzogiorno è la protagonista, Ozpetek la incontra di nuovo a quattordici anni di distanza da La finestra di fronte. A questa storia il regista pensava da tempo. Ci racconta di una cena, anni fa a Istanbul, dall’amica e sua attrice-feticcio Serra Yilmaz. “Ho conosciuto una ragazza molto interessante, da una chiacchiera iniziale siamo finiti in un angolo a parlare tutta la sera. C’era qualcosa di molto sensuale in lei, quasi erotico. A un certo punto mi disse che doveva andare, al mattino si sarebbe svegliata presto per un impegno importante. Era un medico legale. Mi sorprese il contrasto fra quella personalità così seduttiva e un lavoro così freddo, razionale. Da quell’incontro ho iniziato a costruire questa storia.

Simile è stato l’incontro con Napoli. Ozpetek deve aver trovato delle similitudini fra la sua Istanbul e Napoli, visto che ha detto: “Racconto i segreti di una città che conosce oro e polvere, una città pagana e sacra allo stesso tempo. E dentro alla cornice del thriller esplode una potente storia d’amore”.

Lì il regista ha trascorso un lungo periodo con la Traviata al Teatro San Carlo, sua la regia. “Ho conosciuto molte persone, alcune in particolare mi hanno fatto scoprire aspetti della città che non conoscevo – ricorda Ozpetek – ogni angolo custodisce pezzi di storia, aneddoti, dettagli. Tutto si mescola, l’attualità e i ricordi antichi. La miseria accanto alla nobiltà dei palazzi storici. Il maschile e il femminile. Napoli moderna e i riti antichissimi, come quello della “Figliata” dei femminielli (la simulazione di un parto) al quale ho potuto assistere e nel quale è racchiuso, in parte, il senso del film: durante la messinscena, si alza un telo semitrasparente, perché la verità non va guardata in faccia nuda e cruda ma la devi sentire, intuire. Come il Cristo velato: il velo accentua le forme, in realtà. Il velo non occulta, ma svela.

Napoli, questa volta, non viene rappresentata come terra di mafiosi e di clan, ma è un luogo di cultura, abitato da persone curiose, cittadini consapevoli, che vogliono conoscere, una città vivace in cui convivono i contrasti. Le abitazioni sono modeste, poco distanti da edifici sontuosi come palazzo Caracciolo. Un crogiuolo di atmosfere e realtà nascoste si intersecano tra di loro mostrandoci il volto di una Napoli sensuale, arcaica e ricca di significati. Gli stessi attori rendono la storia complessa, affascinante e restituiscono parte del tradizionale paesaggio umano della metropoli partenopea.


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