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Esercizi di progettazione per il Vecchio Quadraro

Per gli studenti di architettura della Sapienza, durante il corso del prof. Fabrizio Toppetti nell'anno accademico 2009-2010
di Antonietta Mendico - 13 Novembre 2009

Presso la Facoltà di Architettura L. Quaroni dell’Università di Roma la Sapienza, con il nuovo anno accademico è iniziato un Corso di Progettazione Architettonica e Urbana che ha assunto quale oggetto di studio una parte di città, quella compresa fra il Parco di Centocelle, il ‘Monte del Grano’, via Tuscolana, l’ ex Sanatorio Ramazzini e via degli Angeli, da sempre marginale ma di grandi potenzialità sotto il profilo dell’integrazione etnico-sociale, della riqualificazione urbanistica e della vivacità culturale: il Vecchio Quadraro, nel VI Municipio.

Il corso, tenuto dal prof. Fabrizio Toppetti, vuole avvicinare gli studenti ad un’esperienza di progettazione attraverso la conoscenza del luogo, della sua storia e delle sue appartenenze, elementi indispensabili per affrontare in modo critico qualsiasi tema progettuale.

In tale prospettiva il dott. Carlo Olivetti è stato invitato a parlare del quartiere e ne ha ripercorso la storia dalle origini di inizi Novecento al periodo della Resistenza; dalla divisione amministrativa fra VI e X Municipio, fino alle più recenti vicende urbanistiche che riguardano la sua parte più piccola e dalle riconosciute valenze storiche, appunto il Vecchio Quadraro.

Il corso si propone come laboratorio di idee progettuali che possano diventare esempi per la riqualificazione di questa zona del quartiere e propone una ricollocazione di strutture per sevizi pubblici da sempre mancanti: luoghi d’aggregazione, parcheggi, un accesso al Parco Archeologico di Centocelle, ecc.

Considerando le indicazioni del Piano di Riqualificazione S.D.O. in vigore, ma sopratutto la vocazione del luogo, gli studenti dovranno progettare un edificio che accolga servizi d’interesse locale nell’area di proprietà del Vicariato che si affaccia su via Columella: area attualmente inutilizzata e non accessibile, come tante altre del quartiere.


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