

Un 43enne bloccato dai Carabinieri dopo aver puntato un serramanico contro un cittadino che aveva tentato di fermarlo. Sequestrata l'arma di 20 centimetri
Un furto di bicicletta, le urla da un balcone, poi la lama che brilla in pieno giorno. È bastato un attimo perché un pomeriggio qualunque all’angolo tra piazza Vittorio e via Carlo Alberto, nel cuore dell’Esquilino, si trasformasse in una scena da film.
È accaduto ieri, 17 febbraio 2026. E solo l’intervento tempestivo dei Carabinieri ha evitato che il gesto coraggioso di un passante finisse in tragedia.
Tutto comincia in un cortile condominiale. Un uomo nota un 43enne armeggiare con una bicicletta e capisce subito che qualcosa non va. Si affaccia dal balcone e inizia a gridare, richiamando l’attenzione della strada sottostante.
Le urla rimbalzano tra i palazzi: “Al ladro!”.
Un passante decide di intervenire. Si piazza davanti al presunto ladro nel tentativo di impedirgli la fuga con la bici appena sottratta. Un gesto d’istinto, forse di rabbia, certamente di senso civico.
Messo alle strette, il 43enne – cittadino romeno con precedenti – cambia registro. Dalla tasca estrae un coltello a serramanico lungo circa 20 centimetri.
La lama viene puntata contro il passante. Un movimento rapido, nervoso. Attorno, nel frattempo, si forma un capannello di persone. Il clima si fa incandescente. Il coltello diventa uno scudo, uno strumento per aprirsi un varco tra la folla e tentare la fuga.
Il caso – o forse la routine dei controlli – ha voluto che una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Carabinieri Stazione Roma Piazza Dante si trovasse già in zona per un servizio di perlustrazione.
L’intervento è stato immediato. I militari hanno circondato l’uomo, lo hanno disarmato e immobilizzato prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente. Il coltello è stato sequestrato.
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