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Eur, divisa sulla ciclabile: tra cantieri, proteste e visioni opposte

Dopo le prime segnalazioni e lettere arrivate da residenti e comitati del quartiere Ferratella, ora è Fratelli d’Italia a farsi portavoce del malcontento

Nuove strisce bianche, cordoli e cantieri stanno disegnando il volto della mobilità nel quadrante sud della Capitale, ma il tracciato delle nuove ciclabili non corre affatto liscio.

In queste settimane, tra via Oceano Pacifico, via Oceano Atlantico, via Cesare Pavese e via Città d’Europa, i lavori vanno avanti, ma insieme a loro montano anche le polemiche.

Dopo le prime segnalazioni e lettere arrivate da residenti e comitati del quartiere Ferratella, ora è Fratelli d’Italia a farsi portavoce del malcontento.

Il partito ha convocato una commissione Trasparenza sul posto, presieduta dal consigliere Federico Rocca, denunciando “un progetto calato dall’alto” e “un danno evidente per la viabilità e per i cittadini”.

Il timore: “Da settembre sarà un inferno”

Il cuore della protesta è chiaro: meno parcheggi, carreggiate ridotte, più traffico. Con l’autunno alle porte e la riapertura delle scuole, molti residenti temono il caos. “I tecnici ci dicono che dobbiamo abituarci a un’idea diversa di città racconta Roccama qui si ignorano le reali necessità delle persone. Togliere spazio alle auto in quartieri ad alta densità senza offrire alternative concrete è miope. Il rischio è aumentare lo stress, l’inquinamento e il malcontento”.

Durante la commissione – svolta direttamente nei punti critici del tracciato – sono state segnalate situazioni di scarsa visibilità tra auto e biciclette, immissioni potenzialmente pericolose, e l’assenza di zone filtro nei punti di svolta.

“Abbiamo mostrato che non si tratta solo di un problema di abitudine, ma di sicurezza e convivenza tra utenti della strada – continua Rocca – ma nonostante tutto, dal dipartimento Mobilità non si è registrata alcuna apertura”.

“Una città più ciclabile è possibile”

Dall’altra parte, però, c’è una visione completamente opposta. L’assessora alla Mobilità del IX Municipio, Paola Angelucci, rivendica la direzione intrapresa: “Stiamo costruendo una città a misura di persona, che mette al centro i più vulnerabili: pedoni e ciclisti. Le critiche vanno ascoltate, ma spesso sono dettate più da paura del cambiamento che da dati oggettivi”.

Secondo Angelucci, è proprio l’assenza di cultura della mobilità dolce a generare diffidenza: “Dobbiamo investire su infrastrutture che incentivino modalità di spostamento più sostenibili. Se oggi ci sembrano vuote, è perché non esistono ancora le condizioni per usarle in sicurezza. Le ciclabili non devono inseguire il traffico, ma precederlo, cambiarlo”.

“Pochi ciclisti, molti disagi?”

Sul fronte politico, la linea di Fratelli d’Italia è dura. Francesca Barbato, consigliera del partito, punta il dito contro “un modello pensato per pochi”: “Il copione è sempre lo stesso. Alcuni ciclisti esultano, mentre migliaia di residenti fanno i conti con disagi quotidiani. Non si può ignorare chi ha turni di lavoro, figli da accompagnare, anziani da assistere. Questo non è progresso, è esclusione”.

Barbato contesta non solo il merito del progetto, ma anche il metodo: “Manca un confronto reale con il territorio, con chi lo vive ogni giorno. Se la mobilità green è una priorità, lo sia per tutti, non per pochi fortunati”.

Una sfida aperta

Le ciclabili di Roma Sud, parte del più ampio BiciPlan del Campidoglio, sono solo l’inizio di un progetto che prevede oltre 300 km di piste ciclabili in tutta la Capitale. Ma se l’obiettivo è disegnare una città più sostenibile, il rischio è che a farne le spese siano coesione e consenso sociale, oggi visibilmente incrinati.

La strada, insomma, è ancora lunga. E non solo quella asfaltata.

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2 commenti su “Eur, divisa sulla ciclabile: tra cantieri, proteste e visioni opposte

  1. Pensavo che Raggi avesse fatto solo danni, per esempio sulle ciclabili pericolose e inutilizzate. Ora è anche peggio perché le ciclabili cittadine sono state addirittura potenziate, riducendo le carreggiate e favorendo l’inquinamento dei gas di scarico delle auto incolonnate. La pista ciclabile in salita di viale della Grande Muraglia al Torrino, inoltre, non la supererebbe nemmeno Moser!!

  2. Stiamo rasentando la pazzia con i km delle piste ciclabili che si devono realizzare, vi dico solo che attualmente ad amsterdam hanno 400km di piste ciclabili perfette come possiamo pensare noi con la tipologia di strade che abbiamo a circa 700 km nel 2027??!!! Folli voglio vederli in auto i personaggi del comune che hanno deciso e approvato il biciplan, senza scorte. E la cosa ancora più grave a discapito dei cittadici è che i tempi d’intervento dei mezzi di soccorsi si allungheranno in quanto pur andando in sirena i divisori sono troppo alti e pericolosi. e ci sarebbero altree questioni ma mi fermo qui. per Natale chiederò a Babbo Natale di far ragionare chi sta al comune per risolvere questo gravissimo problema che il comune di Roma sta creando ai suoi cittadini.

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