

Dopo la fase di bonifica iniziata a fine luglio, le ruspe hanno cominciato a demolire i primi capannoni
L’ex Fiera di Roma, un tempo cuore pulsante degli eventi capitolini e oggi simbolo di degrado e abbandono, sta lentamente rinascendo.
Dopo la fase di bonifica iniziata a fine luglio, le ruspe hanno cominciato a demolire i primi capannoni, dando il via a una trasformazione che cambierà radicalmente l’area.
“I lavori procedono come da cronoprogramma – spiega l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia –. Stiamo abbattendo i primi edifici e, contemporaneamente, bonificando quelli rimanenti, in vista delle demolizioni successive. Prevediamo di completare questa fase nei primi mesi del 2026, con la rimozione di basamenti, strade interne, sottoservizi e mura di perimetro.”
Dietro le ruspe, però, c’è un progetto ambizioso: la “Città della gioia”, un nuovo quartiere che coniuga abitazioni, verde, servizi e spazi pedonali.

Su oltre 44 mila metri quadri, l’80% sarà destinato a uso residenziale – di cui 7 mila metri quadri per housing sociale – mentre il 20% ospiterà uffici e attività commerciali.
La metà dell’area sarà verde e permeabile, con due nuove piazze pubbliche, la Piazza del Sole e la Piazza degli Eventi, destinate a diventare il cuore pulsante della comunità.
Il progetto prevede anche un hub della conoscenza e della crescita consapevole, in collaborazione con l’Università Roma Tre, pensato come spazio aperto ai giovani e a tutti i cittadini.
Il valore dell’investimento supera i 250 milioni di euro, ma la posta in gioco è ben più alta: restituire alla città un’area dimenticata da decenni, trasformandola in uno spazio vivo, sicuro e attrattivo.
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