

Fatti e misfatti di giugno 2016
“Drogato, a forte velocità nonostante la fitta pioggia, aveva investito un passante – sulle strisce pedonali – e lo aveva trascinato per sette chilometri, ormai privo di vita, prima di fermarsi”.
Ieri, dopo due anni e mezzo, la sentenza. Questa: due anni di carcere, ma pena sospesa, per omicidio colposo e solo un anno e mezzo senza patente. Ora si continua a dire che le sentenze non vanno commentate. Beh, adesso basta. Come si fa a non commentare, naturalmente in modo molto negativo, una sentenza così?
“Via le ecoballe – ha annunciato, in visita alla “Terra dei fuochi”, il “premier” Renzi – in tre anni”.
Le “renziballe”, invece, via, al massimo, in due anni.
“A “Manifesta” – la biennale d’ arte di Zurigo – il famoso americano Mike Bouchet ha esposto, in un immenso salone, la sua opera “The Zurich load” (cioè il carico, il mucchio di Zurigo)”.
Di che cosa si tratta? Di 80 tonnellate di deiezioni dei cittadini di Zurigo impacchettate e disposte in lunghissime serie di file. E pensare che, nel lontano 1961, il nostro povero Piero Manzoni mise in mostra, nella piccola “Galleria Pescetto” ad Albissola Marina, appena 90 scatolette (contenuto netto cadauna grammi 30) della sua sola italica “pupù”. Un clamoroso schiaffo artistico svizzero-americano, dunque, all’italica moderna arte povera. Anche se, forse, non troppo profumato.
“Pur di levare di mezzo uno che ha fatto tutta la campagna elettorale senza dire come ha speso i soldi, come ha realizzato l’ “Expo”, qual è il debito e quanto si è perduto – ha detto, nella trasmissione “Un giorno da pecora” su Rai-Radio 2″, il “Nobel” Dario Fo – la voglia, per paradosso, è di andare addirittura a votare, al ballottaggio di Milano, per il candidato del centrodestra”.
Votare per il centrodestra lui? Un altro suo “Mistero buffo”? Mah. Sembrerebbe, piuttosto, un altro “Dito nell’occhio”. Nell’occhio del cosiddetto “Mister Expo”, Beppe Sala.
“Per riavvicinarci agli italiani – se n’è uscita la responsabile dell’ “Agenzia delle entrate”, Rossella Orlandi – forse ci vorrebbe una “fiction” che ci rappresenti come siamo”.
Ecco: magari, dopo “Don Matteo”, “Suor Rossella”. Oppure, più realisticamente, “La piovra 2”.
“Nella vetrina – in un negozio di Palermo – è comparso questo cartellino: “Costumi d’amare””.
Chissà a quanto saranno venduti i costumi da odiare.
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