

Fatti e misfatti di aprile 2016
“Oggi – 25 aprile – “Festa della Liberazione”. Liberazione dal nazifascismo”.
Quando sarà possibile festeggiare, invece, la liberazione da una partitocrazia sempre più maledettamente opprimente? Come sarebbe bello, ogni anno, poter solennemente celebrare, anche, la completa apertura della santa porta laica della vera democrazia.
“La Giunta comunale leghista – a Corsico – ha vietato alla banda di suonare, durante i festeggiamenti per il 25 aprile, “Bella ciao””.
Un rigurgito di fascismo? Può darsi. Ma può darsi, anche, che la Giunta comunale di Corsico abbia preso la decisione per scaramanzia. Per evitare che il “Bella ciao” potesse suonare, invece, come un auspicio di molti nei suoi confronti.
“La giornalista Rania Yassen – sulla tv saudita “Al Arabiya” – ha prima dato la notizia che il Cairo ha aperto una indagine contro “Reuters”, “colpevole” di avere diffuso notizie false sulla morte di Giulio Regeni, ma poi non ha esitato ad affermare: “All’inizio, francamente, ho sentito pietà per lui, un ragazzo ucciso, ma adesso basta, che vada al diavolo”. E, non ancora contenta, ha aggiunto: “Non continuate a rompere: siamo davvero stufi di voi italiani””.
Che cosa dire? Che la giornalista Rania Yassen, data quella sua cinica e vergognosa “performance” televisiva, è stata ben pagata oppure è stata ubriacata o drogata. Oppure, ancora, lei è proprio così di suo, un’egiziana di quelle pronte a tutto pur di fare carriera. Degna, comunque, dell’attuale indegno Governo del Cairo.
“Non credo ormai più – ha confessato, ai microfoni di “SkyTg 24”, il Roberto Saviano di “Gomorra” – nella giustizia e nelle istituzioni”.
Brutta aria, se anche un Roberto Saviano, tutta giustizia e tutte istituzioni fino a due giorni fa, ha detto addio ed è finito anche lui nelle file del sempre più numeroso esercito degli italiani delusi e “scogliocosati”.
“Il “Jobs act” l’ho copiato dagli Stati Uniti – ha confessato a sorpresa, durante una intervista alla Cnn, il “premier” Renzi – Il Presidente Obama, comunque, mi aveva detto che avrei potuto farlo”.
Il “Jobs act”, del quale il “premier” Renzi si è sempre vantato come suo frutto (secondo alcuni dolce, secondo altri amaro) non è fiorito e maturato, dunque, grazie a lui. Ma, spudoratamente, per innesto dalla pianta americana. C’è da chiedersi, però, perché il “premier” Renzi, improvvisamente, abbia fatto quella rivelazione. I maligni hanno già una loro spiegazione: perché in Italia, cominciando a venire i nodi al pettine e a palesarsi gli aspetti fragili del “Jobs act”, Renzi fox, Matteo la volpe, ha pensato, in caso di crisi o di fallimento della istituzione, di lavarsene le mani con il sostenere: “Ma, essendo una soluzione americana, ritenevo fosse seria ed efficace. Anche gli americani, invece, sbagliano. Perdonate loro”.
“Trump? – ha dichiarato ancora, nell’intervista alla Cnn, il “premier” Renzi – La nostra esperienza con un miliardario è stata molto complicata”.
Ogni riferimento a Silvio Berlusconi non è puramente casuale.
“Il “premier” Renzi – ieri a Napoli – ha firmato il primo degli accordi territoriali predisposti, dal Governo, con il cosiddetto “Masterplan per il Mezzogiorno””.
Con chi lo ha firmato? Sembrerebbe incredibile, ma con quel Vincenzo De Luca, oggi Governatore della Campania che lui, Renzi, fino a qualche mese fa avrebbe volentieri affogato nel mare di Salerno. Che cosa allora? E’ che il machiavellico Matteo – con quel suo portare in dono, al Governatore della Campania De Luca, baci, abbracci, ma soprattutto dieci milioni da spendere entro il 2020 – non ha inteso tanto cambiare sentimenti verso il sempre chiacchierato Vicienzo quanto ammonire, dare una chiara lezione, fustigare i suoi due più tenaci avversari “sudisti”: il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e il Governatore della Puglia, Michele Emiliano. Perché, evidentemente, se il rottamatore Renzi ha rottamato tanti vecchi specialmente del suo partito, non ha invece rottamato tanti vecchi sistemi, vergognosamente strumentali e personalistici, della Prima Repubblica.
“Ecco – ha illustrato, in una intervista a “Il Giornale, Silvio Berlusconi – ecco dove va “Forza Italia”.
Dova va, dunque, “Forza Italia”? Verso la costruzione di un’Italia liberaldemocratica. E potrebbe anche essere, al di là di certe persone e di tanti attuali “quaquaraqua”, una seria alternativa ad un’Italia socialdemocratica. Resta da vedere, però, se “Forza Italia” sarà in grado di imboccare davvero quella via oppure, tradendo i sogni di Silvio Berlusconi, finirà per imboccare il malinconico viale del tramonto.
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