

Fatti e misfatti di maggio 2016
“Domani – 8 maggio – “Festa della mamma”.
Meglio sarebbe ormai definirla, invece, “Festa delle mamme”. Non per strafare. Ma per fare un riconoscimento, per quanti si sentano di farlo, a tutte quelle coppie femminili omosessuali con uno o più figli in famiglia. Qualche fioraio potrebbe vendere carinamente, ai figli di queste due mamme, due azalee al prezzo di una.
“Il caso inquietante di Emanuela Orlandi – la figlia di un dipendente vaticano rapita nel 1983 e della quale non si è saputo più nulla – è stata definitivamente archiviata dalla Corte di cassazione”.
Non verrà mai archiviata, invece, la vergogna di una Giustizia italiana, che non ha saputo o voluto scoprire la verità, e di un Vaticano, che non ha mai voluto collaborare. Caso a tacere, dunque, per sempre. Con il sollievo, sicuramente, di tanti. Al di là e al di qua del Tevere. Senza pudore e senza misericordia.
“Sogno un’Europa giovane, ma capace di essere ancora madre – così Papa Francesco ai “leaders” europei in Vaticano – Ma l’Europa, ora, sembra una nonna vecchia e sterile”.
Se non avesse ricoperto il ruolo che ricopre, forse, Papa Francesco avrebbe definito l’Europa una vecchia bagascia. Giustamente.
“Buongiorno, mia Reggina – è apparso, a grandi caratteri, su un muro di cinta – ti amo molto”.
Regina con due “g”. Sembra che le altre squadre calcistiche della Calabria si siano molto ingelosite.
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