Festival “Bella Storia”, si parla delle Fosse Ardeatine

Nel 75° anniversario dell’eccidio, tappa presso “La Pecora Elettrica” di via delle Palme
Andrea Martire - 19 Marzo 2019

La memoria, il fil rouge di “Bella Storia”, incrocia la scienza nella terza lezione del festival. Era il 1944 e Roma era occupata dalle truppe germaniche. Il  pomeriggio del 24 marzo la città conobbe una pagina buia e dolorosa, su cui l’Università di Roma Tor Vergata – Dipartimento di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società, ha recentemente sviluppato la piattaforma documentale sperimentale ViBia (Virtual Biographical Archive).

La memoria è stata digitalizzata in un’unica piattaforma virtuale, che restituisce dignità a tutte le vittime dell’eccidio. Non più solo nomi e cognomi ma foto, fogli matricolari, effetti personali, il registro dell’ingresso e dell’uscita dal carcere. Immagini, frammenti di vestiti, un corredo documentale completo. E la dignità, per troppo tempo negata, condannata all’esilio della mente dall’astuzia del ricordo negato. Non più massa indistinta ma identità; foto, faccia, professione. Persone.

Una lunga teoria di oggetti, dati, ricordi, anche familiari. Un’operazione rilevante, capace di aggregare fonti storiche primarie dislocate in ubicazioni diverse, alcune località in Italia,un archivio digitale arricchito anche di documenti danneggiati tornati ad essere fruibili grazie al paziente restauro; potremo ammirare la lettera dal carcere scritta da Epimenio Liberi, compagno di cella di Don Morosini e quella del maggiore Lusena.

Schedatura e digitalizzazione di documenti in un posto solo, un ambiente integrato capace di restituirci una conoscenza completa. Un unico dossier virtuale che celebra la memoria e che incrocia “Bella Storia” con naturalezza.

La realizzazione tecnica è dovuta a Space spa, che ha realizzato l’infrastruttura digitale. Il Responsabile scientifico è Marielisa Rossi, la direzione progettuale è affidata a Alessia A. Glielmi, che è anche la responsabile ideazione e coordinamento sviluppo modello descrittivo banca dati, ricerca storico-documentale e metadatazione archivistica, mentre l’implementazione dei contenuti della banca dati ViBIA e la digitalizzazione della documentazione storica è di  Doriana Serafini e Sara Vannozzi. Le fonti sono primarie; il Museo Storico della Liberazione di Via Tasso 145, l’Ufficio Storico della Polizia di Stato e l’Associazione nazionale delle famiglie italiane martiri (Anfim, in sigla), oltre che i familiari stessi delle vittime. ViBia ha coinvolto 8 archivi, di cui 5 digitalizzati e ne costituisce uno unico, benché virtuale. Non somma ma unisce.

La piattaforma è consultabile presso la Biblioteca della Macroarea Lettere e Filosofia di Tor Vergata, la Biblioteca “Guido Stendardo” presso il museo di via Tasso, presso Anfim e l’Ufficio Storico della polizia.

Un incontro davvero “sensibile”, quello di giovedì 21 marzo alle ore 19. Uno di quelli capaci di lasciare un segno e di arricchirci, di rendere onore ai martiri delle Fosse Ardeatine. Esserci giovedì servirebbe anche a questo.

 

Andrea Martire

Serenella

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  Commenti: 1

  1. Silvano Bartocci


    Vidi il filmato della Presidenza del Consiglio dei Ministri sul ritrovamento e identificazione delle salme e che collegai al racconto di mia madre di come una famiglia del mio quartiere e correligionaria dei miei genitori venne devastata dall’arresto, torturato e infine ucciso alle Fosse Ardeatine. La moglie lo riconobbe dalle scarpe. Sarebbe opportuno che il materiale raccolto fosse accessibile in un sito istituzionale unitamente ai filmati, compresi quelli relativi ai processi dei colpevoli.

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