

Intervento dei soccorsi e aria irrespirabile in ampia zona della città
Un rogo improvviso ha trasformato il cielo di Roma Est in una coltre scura e minacciosa. Erano da poco passate le 20 di giovedì 27 giugno, quando un incendio è divampato in via di Salone, a ridosso del campo rom.
Le fiamme si sono propagate rapidamente tra sterpaglie e cumuli di rifiuti, generando una nube tossica di fumo nero visibile a chilometri di distanza.
Complice il vento, il fumo ha raggiunto in breve tempo diversi quartieri limitrofi, gettando nel panico centinaia di residenti a Ponte di Nona, La Rustica, Tor Sapienza e Tor Tre Teste, che hanno iniziato a documentare l’episodio sui social tra foto, video e messaggi preoccupati.
«Un odore acre che pizzica la gola», scrive qualcuno. «Sembra notte, il cielo è diventato nero», commenta un altro utente. C’è chi teme per la salute dei bambini e chiede l’intervento delle autorità: «Chiudete le finestre, il fumo entra ovunque».
Sul posto sono accorse diverse squadre dei Vigili del Fuoco, affiancate dalla Protezione Civile di Roma Capitale. Le operazioni di spegnimento sono andate avanti per ore, tra difficoltà legate all’accessibilità dell’area e alla presenza di materiale altamente infiammabile.
Fortunatamente non si registrano feriti, ma le cause dell’incendio sono ancora da accertare. Non si esclude la pista del rogo accidentale, forse innescato da un mozzicone di sigaretta o da attività illecite di smaltimento.
Il rogo di via di Salone è solo l’ultimo episodio che riaccende i riflettori su una zona da anni al centro di emergenze ambientali e sociali, tra discariche abusive, degrado e abbandono.
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