

Un tifoso del Napoli ferito con una pistola da un ultras giallorosso
La finale di Coppa Italia, giocata il 3 maggio scorso, tra Napoli e Fiorentina, allo stadio Olimpico di Roma, si è disputata in un clima surreale dopo gli scontri avvenuti fuori dallo stadio. Protagonista degli episodi di violenza un ultras romanista: Daniele De Santis detto “Gastone”, arrestato con l’accusa di tentato omicidio nei confronti di Ciro Esposito, tifoso partenopeo ferito gravemente nel corso della sparatoria. Dopo 4 ore di intervento chirurgico i medici del policlinico Gemelli sono ottimisti, anche se le sue condizioni restano serie. Il ragazzo è stato arrestato poichè, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato lui stesso ad aggredire Daniele De Santis, che gli avrebbe sparato di conseguenza.
Poco dopo De Santis sarebbe stato stato trovato svenuto all’interno di un ex vivaio in viale Tor Di Quinto, a pochi passi dall’agguato, con la pistola accanto. L’uomo non è nuovo a episodi che, nel corso di importanti eventi calcistici, hanno fatto discutere. Nel 2004, il derby Roma-Lazio fu interrotto proprio a causa della notizia falsa, da lui diffusa, di un bambino investito e ucciso da un mezzo delle forze dell’ordine. Alle spalle una lunga lista di precedenti.
Un altro protagonista della difficile serata è Gennaro De Tommaso, per tutti è Genny ‘a Carogna, l’ultras che ha “mediato” con le forze dell’ordine prima di Fiorentina-Napoli. Con lui ci sarebbero state trattative per far continuare la partita dopo aver dato rassicurazioni sullo stato di salute del tifoso partenopeo.
Ma le forze dell’ordine smentiscono. “Non c’è stata alcuna trattativa con gli ultras del Napoli. Non abbiamo mai pensato di non far giocare la partita”. ha detto il questore di Roma Mazza nel corso di una conferenza stampa.
Trattative o no, ciò che è certo è che sabato sera, allo Stadio Olimpico di Roma, la Coppa Italia più che il Napoli se l’è aggiudicata una generale follia. Uno spettacolo da dimenticare il prima possibile per il calcio italiano.
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