Fine della latitanza: arrestato Massimo Nicoletti jr, figlio del cassiere della Banda della Magliana

L’uomo, 61 anni, è stato scovato in un appartamento nel quartiere di Tor Tre Teste, dove si nascondeva lontano dai riflettori

Dopo mesi di fuga, la latitanza di Massimo Nicoletti jr è finita. Il figlio di Enrico Nicoletti, lo storico “cassiere” della Banda della Magliana, è stato arrestato nella serata di ieri dai Carabinieri della Stazione Roma Ponte Milvio e del Nucleo operativo della Compagnia Roma Trionfale.

L’uomo, 61 anni, è stato scovato in un appartamento nel quartiere di Tor Tre Teste, dove si nascondeva lontano dai riflettori ma non abbastanza da sfuggire alle indagini.

Il suo nome compariva tra gli indagati dell’operazione “Assedio” della Direzione Investigativa Antimafia, un’inchiesta che ha svelato i legami economici e criminali di un gruppo capace di muovere milioni di euro tra Roma, la Campania e la Calabria.

Lo scorso 4 luglio, il Tribunale del Riesame aveva accolto il ricorso presentato dalla pubblica accusa contro la decisione del gip di non applicare misure cautelari a diversi indagati.

Con la sentenza divenuta definitiva dopo la pronuncia della Corte di Cassazione, erano state emesse 12 nuove ordinanze di custodia cautelare — sei in carcere e cinque ai domiciliari — tra cui quella proprio per Nicoletti. Ma quando i carabinieri avevano bussato alla sua porta, lui era già sparito.

immagine di repertorio

Nicoletti, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “Barba”, è ritenuto uno specialista nei prestiti a usura e nei movimenti di denaro sporco.

Un mestiere ereditato, secondo gli investigatori, dal padre Enrico, il banchiere dell’organizzazione che negli anni Ottanta fece tremare la Capitale.

Il suo nome riemerge ciclicamente nelle inchieste sulla criminalità romana. Nel 2017, la Polizia gli aveva già sequestrato un tesoro da 5 milioni di euro, tra cui 42 immobili — tredici villini e ventinove box — nella zona di Vermicino, alla periferia est di Roma.

Ma i suoi affari, secondo gli inquirenti, si erano allargati ben oltre la città. La rete di Nicoletti sarebbe stata collegata ai clan di Camorra d’Amico–Mazzarella e alle cosche di ‘Ndrangheta Mancuso e Morabito–Mazzaferro, un vero e proprio cartello della finanza criminale.

La sua cattura chiude un capitolo importante di una storia che affonda le radici nella memoria più oscura della Capitale, quella della Banda della Magliana.

Una saga criminale che sembrava sepolta negli anni Ottanta, ma che — tra eredi e affari — continua ancora oggi a scrivere nuovi capitoli nelle cronache giudiziarie di Roma.


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