

Fatti e misfatti di agosto 2016
“Dopo il terribile terremoto de L’Aquila – ha voluto ricordare “La Repubblica” – la Protezione civile aveva messo a disposizione 965 milioni per la messa a norma degli edifici privati secondo le direttive antisismiche”.
Moltissimi di quei fondi, però, non sono stati neppure richiesti dai Comuni. E fra Amatrice e Accumoli, dove il rischio si è sempre saputo altissimo, non è stato speso neppure un euro dei quattro milioni stanziati tra il 2014 e il 2015. La Magistratura ha fatto bene, naturalmente, ad aprire un’inchiesta su eventuali responsabilità di quanto spaventosamente accaduto la notte di ieri. L’augurio, tuttavia, è che faccia eccezionalmente presto. E che non si limiti ad un buffetto per quanti dovessero risultare colpevoli: dalle macerie, fino a questo momento, sono stati estratti 241 morti e 264 feriti. Ed altri, purtroppo, ne verranno estratti.
“Quando fu inaugurato ad Amatrice – nel 2012 – l’edificio che avrebbe dovuto ospitare le materne, le elementari e le medie, il sindaco Sergio Pirozzi annunciò che era stato realizzato osservando tutte le norme antisisma”.
Quell’edificio, con la scossa di terremoto di ieri notte, si è invece letteralmente sbriciolato. Che cosa avrà da annunciare, ora, il sindaco Sergio Pirozzi?
“Una casa – ad Accumoli – non era crollata per il terremoto, ma è crollata perché vi si è abbattuto sopra il vicino campanile della chiesa”.
L’emblematica ira di Dio?
“Il cielo, la terra, le acque – così la scrittrice Susanna Tamaro – sono più forti di noi, ci considerano come formiche”.
Non si può non concordare. Aggiungendo al sostantivo formiche, tuttavia, l’aggettivo sceme.
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