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Finto maresciallo e raggiro telefonico: 77enne perde circa 20mila euro a Marconi

Sulla truffa indagano ora le forze dell’ordine, nella speranza di risalire ai responsabili di un raggiro ormai diffuso

Una telefonata, la voce ferma di un presunto maresciallo dei carabinieri e un dramma familiare costruito ad arte. Così una donna di 77 anni, residente nel quartiere Marconi, è stata raggirata e derubata di oro e contanti per un valore stimato di circa 20mila euro.

L’ennesima truffa del “finto carabiniere”, un copione purtroppo noto ma ancora micidiale, soprattutto quando a cadere nella rete sono persone fragili.

È il primo pomeriggio di lunedì 1 dicembre quando il telefono della pensionata squilla. Dall’altra parte, un uomo che si presenta come maresciallo dell’Arma.

Il tono è grave: le racconta che suo genero avrebbe investito una donna, distratto dal nipote che era con lui in macchina. Un incidente serio, drammatico.

E per rendere tutto più credibile, ecco il colpo di scena: il sedicente militare passa la cornetta a un ragazzo che, piangendo, si finge il figlio della vittima. Chiede aiuto, implora che il nonno venga a prenderlo.

La 77enne, sconvolta, fornisce il numero del marito. L’inganno procede spedito.

Mentre l’uomo esce di casa per andare in soccorso del “nipote”, lo pseudo maresciallo passa alla fase due: per liberare il genero e il ragazzo, dice, serve una cauzione di oltre 14mila euro. È urgente. È indispensabile.

E così, con la paura che offusca ogni ragionamento, l’anziana raccoglie ciò che ha in casa: gioielli di famiglia e 800 euro in contanti. Li avvolge in un lenzuolo, come le viene indicato al telefono.

Pochi minuti dopo, il “delegato” del maresciallo si presenta alla porta. Un uomo dall’aria sicura, che prende la busta con il prezioso contenuto e scompare nel nulla.

La verità arriva solo quando il nipote – quello vero – si presenta all’abitazione. In un istante il castello di menzogne crolla, e la donna capisce di essere stata raggirata. Lo shock è talmente forte che la 77enne si sente male: il 118 interviene per prestarle soccorso.

Sulla truffa indagano ora le forze dell’ordine, nella speranza di risalire ai responsabili di un raggiro ormai diffuso, che continua a mietere vittime nonostante gli appelli e le campagne di prevenzione.


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