

Una prova complessa che ha visto impegnati fianco a fianco forze dell’ordine, Vigili del fuoco, sanitari dell’Ares 118, Adr e autorità aeroportuali
Militari schierati, reparti speciali in assetto operativo, mitra imbracciati e sirene che rimbalzano tra i corridoi del Leonardo da Vinci.
A Fiumicino, oggi 29 novembre, il Terminal 5 — l’area non aperta al traffico passeggeri — si è trasformato in un vero e proprio teatro operativo per una maxi esercitazione antiterrorismo organizzata su scala reale.
L’operazione, scattata intorno alle 12, ha messo in scena uno scenario ad alta tensione: un attacco terroristico con irruzione armata, ostaggi e feriti, simulato per testare la capacità di risposta del sistema sicurezza.
Una prova complessa che ha visto impegnati fianco a fianco forze dell’ordine, Vigili del fuoco, sanitari dell’Ares 118, Adr e autorità aeroportuali.
Accanto alle manovre tattiche, è entrato in gioco anche il Dipartimento di Protezione Civile di Roma Capitale, con un ulteriore elemento emergenziale: la simulazione dell’interruzione del servizio ferroviario verso l’aeroporto.
Alcuni convogli sono stati fatti arrestare alla stazione della Fiera di Roma, dove i passeggeri, “bloccati” a causa dell’emergenza, sono stati assistiti fino al ripristino delle condizioni di accesso allo scalo.
Un’esercitazione ad ampio raggio, dunque, che non ha interferito con il normale traffico aeroportuale ma che rappresenta un tassello strategico in vista dei grandi eventi del 2025, a partire dal Giubileo.
Un banco di prova prezioso per affinare tempi di reazione, coordinamento e capacità operative di un sistema che, in uno scalo internazionale come Fiumicino, deve garantire il massimo livello di sicurezza.
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