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Fiumicino, maxi-sequestro a l’isola sacra: sigilli a cantiere navale e ristorante abusivi sul Tevere

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’occupazione abusiva riguardava circa 22.980 metri quadrati di terreno demaniale e altri 5.700 metri quadrati di specchio acqueo

Un’intera area trasformata nel tempo in un insediamento abusivo affacciato sul Tevere, tra strutture edilizie senza autorizzazioni, attività commerciali irregolari e scarichi potenzialmente inquinanti.

È il quadro emerso dall’operazione congiunta condotta dalla Guardia di Finanza, dalla Guardia Costiera di Fiumicino e dalla Squadra Fluviale della Polizia di Stato nell’area golenale Isola Sacra, lungo la sponda destra del fiume.

L’intervento ha portato al sequestro di quasi 30mila metri quadrati occupati senza titolo concessorio, dove nel corso degli anni erano sorti un cantiere navale, un circolo ricreativo e un’attività di ristorazione in un’area sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’occupazione abusiva riguardava circa 22.980 metri quadrati di terreno demaniale e altri 5.700 metri quadrati di specchio acqueo.

Le verifiche amministrative e fiscali effettuate dalla Guardia di Finanza hanno inoltre fatto emergere un pesante danno economico per l’erario: quasi 1,7 milioni di euro relativi a canoni demaniali mai corrisposti, importi ora ricalcolati come indennizzi dovuti allo Stato.

A questi si aggiungono ulteriori irregolarità legate al pagamento della Tari, per un valore superiore ai 15mila euro.

L’ispezione, eseguita con il supporto dei tecnici della Soprintendenza e della Regione Lazio, ha consentito di ricostruire l’estensione dell’insediamento abusivo.

All’interno dell’area gli investigatori hanno individuato strutture di varia natura: un rimessaggio per imbarcazioni lungo oltre duecento metri, un pontile galleggiante, edifici in muratura utilizzati come ristorante e circolo nautico, oltre a capannoni industriali, officine, container e una gru impiegata per la movimentazione dei natanti.

Nel sito erano state inoltre realizzate piattaforme sopraelevate e aree destinate a parcheggio, tutte opere ritenute prive delle necessarie autorizzazioni urbanistiche e paesaggistiche.

Ma oltre al fronte edilizio, gli investigatori hanno contestato anche una serie di violazioni ambientali considerate particolarmente gravi. Secondo quanto accertato, il cantiere navale operava senza le autorizzazioni previste per le emissioni in atmosfera.

Criticità sarebbero emerse anche nella gestione degli scarichi reflui: i servizi igienici delle strutture presenti nell’area convogliavano infatti i reflui direttamente nel terreno o nel Tevere attraverso impianti con autorizzazioni scadute da tempo e mai rinnovate.

Al termine dell’operazione l’intera area è stata sottoposta a sequestro preventivo, mentre il responsabile del sito è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Civitavecchia. Il provvedimento dovrà ora essere valutato dal giudice per le indagini preliminari.

Quello eseguito a l’isola sacra rappresenta uno dei più rilevanti interventi condotti negli ultimi anni lungo il tratto del Tevere compreso tra Roma e Fiumicino.

Secondo gli investigatori, si inserisce in una più ampia strategia di controllo del territorio finalizzata a contrastare abusivismo, occupazioni irregolari del demanio e attività economiche operate fuori dalle regole, soprattutto in aree caratterizzate da elevata fragilità ambientale e paesaggistica.

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