

Un 49enne denuncia l'operatore del triage e costringe la struttura all'evacuazione per la sanificazione. Bloccato dai Carabinieri
Un giovedì sera di ordinaria attesa si è trasformato in un pomeriggio di paura e degrado all’interno dell’ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola.
Erano circa le 20:00 del 14 maggio quando un uomo di 49 anni, romano, ha scatenato il panico tra i pazienti e il personale sanitario, costringendo la struttura a una parziale evacuazione e al blocco delle attività d’emergenza.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo era giunto nel nosocomio a bordo di un’ambulanza. Dopo le prime valutazioni, i medici avevano stabilito che il quadro clinico non presentava urgenze tali da richiedere il ricovero, disponendo il trasferimento dalla barella per completare l’iter delle dimissioni.
È stato in quel momento che è scattata la scintilla: l’uomo, in un raptus improvviso, si è strappato con violenza l’agocannula dal braccio.
Il gesto ha provocato una copiosa fuoriuscita di sangue che ha letteralmente imbrattato i pavimenti e gli arredi della sala d’attesa, davanti agli occhi increduli degli altri degenti.
Non pago del gesto autolesionista, il 49enne si è poi scagliato verbalmente contro l’operatore addetto al triage e il personale della sicurezza, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
L’allarme al 112 ha portato sul posto in pochi minuti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma. I militari sono riusciti a contenere l’esagitato, mentre i responsabili del presidio sanitario ordinavano l’evacuazione temporanea dei locali per ragioni di igiene pubblica.
Per circa 30 minuti, l’attività di accoglienza del Pronto Soccorso è rimasta paralizzata: il tempo necessario per consentire alle squadre specializzate di effettuare una sanificazione profonda degli ambienti contaminati dalle tracce ematiche.
Fortunatamente, l’episodio non ha causato feriti tra i medici o i vigilantes, né sono stati riportati danni strutturali ai macchinari dell’ospedale. Una volta ristabilito l’ordine, il 49enne si è allontanato autonomamente dalla struttura, ma per lui è scattata inevitabilmente la denuncia a piede libero.
L’accusa contestata dagli uomini dell’Arma è di interruzione di pubblico servizio, un provvedimento necessario a fronte del grave disagio arrecato a una struttura d’emergenza vitale per il centro storico della Capitale.
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