

Secondo la Cgil, dietro la macchina organizzativa che regola l’afflusso dei turisti si nasconde una realtà fatta di stipendi troppo bassi
Dietro il tintinnio delle monete che ogni giorno finiscono nella vasca della Fontana di Trevi, oggi risuona anche il suono molto più concreto dei tornelli.
A poco più di un mese dall’introduzione del ticket d’ingresso, la sperimentazione avviata dal Campidoglio ha già superato ogni aspettativa: quasi mezzo milione di euro incassati e centinaia di migliaia di visitatori.
Un successo economico evidente, che però si accompagna a una tensione crescente sul fronte del lavoro.
Il prossimo venerdì 13 marzo è in programma un confronto destinato a pesare sul futuro del sistema.
Attorno al tavolo in Campidoglio si troveranno l’Amministrazione capitolina e la Cgil di Roma e del Lazio, pronta a portare al centro della discussione la condizione dei lavoratori che ogni giorno gestiscono l’accesso al monumento simbolo della capitale.
Secondo il sindacato, dietro la macchina organizzativa che regola l’afflusso dei turisti si nasconde una realtà fatta di stipendi troppo bassi.
Gli addetti alla biglietteria, alla gestione dei flussi e all’accoglienza – figure ormai indispensabili per governare le migliaia di visitatori quotidiani – sarebbero infatti impiegati con retribuzioni considerate insufficienti.
La denuncia era già emersa a febbraio, nelle prime settimane della sperimentazione del ticket. Ora la Cgil torna alla carica, puntando il dito contro il sistema degli appalti che regola questi servizi.
Per il sindacato, il problema è strutturale: esternalizzazioni e affidamenti rischiano di generare forme di “lavoro povero” anche in contesti di grande visibilità e valore pubblico.
L’obiettivo della vertenza è aprire un confronto concreto sulle tutele e sui salari. «È positivo che si sia avviato un dialogo», fanno sapere dalla Cgil, «ma porteremo proposte precise per garantire condizioni dignitose a chi svolge servizi che sono pubblici e fondamentali».
Sul tavolo finirà anche una richiesta più radicale: valutare una gestione diretta dei servizi, superando il modello degli appalti.
Una proposta che chiama in causa direttamente il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessorato alla Cultura guidato da Massimiliano Smeriglio e la società partecipata Zètema, che finora hanno ribadito la regolarità dei contratti attualmente in vigore.
Mentre la discussione sindacale prende forma, i dati della sperimentazione raccontano un’altra storia: quella di un sistema che, almeno dal punto di vista economico e organizzativo, sembra funzionare.
Il biglietto da due euro, introdotto lo scorso 2 febbraio, non ha scoraggiato i visitatori.
Nel primo mese di applicazione sono stati registrati 229.896 ingressi, con una media di diverse migliaia di presenze al giorno davanti al capolavoro barocco.
Gli incassi hanno raggiunto 435.194 euro, quasi interamente generati dai turisti non residenti. I romani, infatti, continuano ad accedere gratuitamente, ma nel primo mese sono stati appena 3.499 quelli che hanno usufruito dell’esenzione.
Numeri che confermano una tendenza ormai evidente: la Fontana di Trevi è diventata un polo turistico globale, frequentato quasi esclusivamente da visitatori provenienti da fuori città.
Proprio la mole di entrate generate dal nuovo sistema rappresenta uno degli argomenti centrali della vertenza sindacale.
Con una media che sfiora i 14.500 euro al giorno, la Cgil sostiene che una parte di queste risorse debba essere reinvestita per migliorare le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi offerti.
Il confronto di venerdì sarà quindi un passaggio delicato. Da una parte c’è un modello di gestione che ha già dimostrato di funzionare sul piano dei conti e dell’ordine pubblico in piazza; dall’altra la richiesta di trasformare questo successo in un esempio anche sul fronte dei diritti e delle tutele.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.