

Al Teatro Brancaccio dal 2 al 4 ottobre ore 20.30
Come si fa a parlare di San Francesco d’Assisi senza scivolare nella banalità? Come evitare che diventi una predica zuccherosa o, peggio, una canzone di Jovanotti?
Eppure, se chiedi a un ateo dichiarato di nominare un santo, quasi sempre ti dirà: “Francesco”. Ma perché proprio lui? Perché la sua storia ci travolge ancora, dopo secoli? Non era certo l’unico a predicare il pauperismo.
L’Italia medievale pullulava di movimenti eretici e visionari che avevano fatto scelte simili. Allora cosa lo rendeva diverso da tutti gli altri?
Forse questo: Francesco era un artista. Forse il più grande performer della storia.
Le sue prediche non erano omelie, erano spettacoli. Vere e proprie performance di teatro contemporaneo, prima che esistesse il teatro contemporaneo: parlava agli uccelli, improvvisava in francese, stravolgeva i testi epici, usava il corpo, il dolore, persino la propria malattia come strumenti di scena. Francesco metteva in scena la vita e la morte con una libertà creativa che oggi chiameremmo avanguardia.
Il 24 dicembre 2023 abbiamo ricordato gli 800 anni del presepe di Greccio, la sua invenzione più geniale. Una trovata teatrale che avrebbe meritato la Siae, se solo fosse esistita. Un gesto scenico che ha cambiato per sempre l’immaginario collettivo del Natale.
Lo spettacolo che porto in scena intreccia la sua biografia con le laudi medievali e la musica di strumenti antichi. È un viaggio dentro il potere persuasivo della sua figura pop, capace di sedurre credenti e non credenti.
Racconta un Francesco ossessivo, instancabile, logorato dal bisogno di mettere in scena Dio: dalla predica ai porci al Cantico delle creature, scritto quasi cieco, consumato dalla malattia, eppure capace di cantare la bellezza del sole e della vita.
Il problema? Francesco era un attore infinitamente più bravo di me. Sapeva far ridere, piangere, ballare, incantare folle sterminate. Io posso solo provare a stargli dietro.
E poi arriva il finale: la morte. Quella sorella che Francesco abbraccia come fosse una compagna di vita.
Il pubblico non potrà scappare: seduto in poltrona sarà costretto ad affrontare l’ultimo, grande tabù della contemporaneità. Perché, che ci piaccia o no, non siamo immortali.
TEATRO BRANCACCIO
Via Merulana, 244, 00185 Roma botteghino@teatrobrancaccio.it
Durata: 90’ senza intervallo
prezzo biglietto da 38€ a 30€ – disponibili su www.teatrobrancaccio.it e www.ticketone.it
DATE TOURNÉE 2025/2026
17 OTTOBRE – LA SPEZIA – TEATRO CIVICO
18 OTTOBRE – MONTECATINI – TEATRO VERDE
19 OTTOBRE – PARMA – AUDITORIUM PAGANINI
1 APRILE – BERGAMO – TEATRO GAETANO DONIZETTI
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.