

A dare l’allarme è stato il figlio, guardia giurata in servizio all’aeroporto di Fiumicino, che vive nella stessa abitazione insieme alla compagna
Un mistero avvolge il tranquillo entroterra di Fregene. Nella mattinata di giovedì 15 maggio, Stefania Camboni, 61 anni, è stata trovata senza vita nel villino dove viveva, in via Agropoli.
La donna giaceva in un lago di sangue, con una profonda ferita alla testa e altre lesioni sul corpo. La scena ha lasciato senza parole i primi soccorritori, intervenuti insieme ai carabinieri e agli esperti del nucleo scientifico di Ostia.
A dare l’allarme è stato il figlio, guardia giurata in servizio all’aeroporto di Fiumicino, che vive nella stessa abitazione insieme alla compagna. Una convivenza apparentemente tranquilla, spezzata da un ritrovamento tragico e ancora inspiegabile.
Sul posto è giunto anche il pubblico ministero della procura di Civitavecchia, che ha disposto i primi accertamenti sul corpo e sull’abitazione.
La dinamica dei fatti è ancora tutta da chiarire. Le ferite potrebbero essere compatibili con una caduta accidentale, ma anche con una possibile aggressione. Per ora, gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi, nemmeno quella di un omicidio.

Nessun segno evidente di effrazione, nessun rumore sospetto nella notte. Solo il silenzio di una casa che ora è diventata scena di un potenziale crimine.
A rendere il quadro ancora più intricato, il ritrovamento, a circa duecento metri di distanza, di una Hyundai Tucson spesso utilizzata da Stefania.
L’auto è stata trovata contro una grata divelta, il finestrino lato guida abbassato, il muso rivolto verso il basso. Non è chiaro se si tratti di un incidente autonomo, di un tentativo di fuga o di un evento collegato alla morte della donna.
I carabinieri stanno ascoltando familiari e testimoni, passando al setaccio ogni dettaglio. Intanto, la comunità di Fregene è sotto shock. Stefania era conosciuta da molti in zona: una donna riservata, gentile, che nulla lasciava presagire un epilogo così drammatico.
Le indagini sono appena iniziate, e i prossimi giorni saranno cruciali per capire se si è trattato di una tragica fatalità o se dietro quella porta, in una casa silenziosa alle porte di Roma, si nasconde una verità molto più inquietante.
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