

Accompagnate negli uffici della Squadra Mobile, entrambe sono state arrestate per furto aggravato in concorso
Due donne romane, 22 e 29 anni, erano diventate vere e proprie “specialiste delle quattro ruote”.
Con un kit hi-tech da veri professionisti, riuscivano in pochi secondi a entrare in auto dotate di sistema keyless: intercettavano il segnale della chiave, lo registravano sul loro dispositivo e aprivano l’abitacolo.
Ma non si fermavano qui: centraline, cacciaviti e chiavi esagonali completavano il loro arsenale, permettendo persino di sbloccare il volante e fuggire indisturbate.
Questa volta, però, la loro abilità è stata tradita dalla tecnologia stessa. Il proprietario di una Lancia Ypsilon aveva installato un sistema GPS con allarme collegato al telefono: appena l’auto è stata messa in moto, l’alert è scattato.
L’uomo ha immediatamente contattato il 112, segnalando il furto e condividendo in tempo reale la posizione del veicolo.
I Falchi della Squadra Mobile hanno seguito il percorso tracciato dal GPS e sono riusciti a intercettare le due complici su Via Prenestina, mentre guidavano la Lancia Ypsilon rubata insieme a un’altra utilitaria.
Ignare di essere sorvegliate, hanno continuato la marcia fino a un parcheggio di via Fillia, dove sono state finalmente circondate dagli agenti.
Vistesi scoperte, non hanno potuto far altro che ammettere le proprie responsabilità. Il loro kit del mestiere è stato recuperato: nascosto tra gli indumenti e persino nel blocchetto di accensione dell’auto rubata.
Accompagnate negli uffici della Squadra Mobile, entrambe sono state arrestate per furto aggravato in concorso.
La più giovane, già nota alle forze dell’ordine per precedenti specifici, è stata inoltre colpita dalla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Roma.
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