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Gicu Chirita commemorato a Roma

Intervista della prof.ssa Liuba Croitoru traduttrice e amica dello scomparso “maresciallo”, tenace difensore e custode  della lingua romanza nelle sue preziosità e della stessa grammatica romena

Nell’approssimarsi del 26 dicembre anniversario della scomparsa di Gicu Chirita, la prof.ssa Tatiana Ciobanu, poeta ed anima del Salotto Letterario, ha riunito i sodali del Cenacul de la Roma (Associazione culturale  tra letterati romeni a Roma) con Valeriu D. G. Barbu, altri letterati ed amici per commemorare Gicu Chirita scomparso il 26 dicembre 2021. 

Per l’occasione Tania, sorella dello scomparso, ha donato ai partecipanti una copia del volume “Gicu Chirita omul liberatilor absolute”, un piccolo curatissimo gioiello dell’editoria, con una raccolta di testimonianze sulla figura del Chirita nel quale il talentuoso scrittore romeno della Bessarabia, traduttore, editore, uomo di grande cultura, vincitore del Premio dell’Unione degli Scrittori Moldavi e dell’Unione Latina, appassionato della letteratura francese viene descritto “maresciallo” tenace difensore e custode cioè della lingua romanza nelle sue preziosità e della stessa grammatica romena.  

Nello scomparso, squisite qualità umane e stupenda professionalità, sono state descritte come sempre in gara tra di loro per profondere le più desiderabili condizioni per diffondere opere letterarie del momento e del passato di scrittori romeni, francesi ed anche russi. 

 Ma “nemo profeta in patria” la sua liberalità non è stata percepita nella sua reale elevazione, forse per i tempi e i contesti non del suo stesso rilievo.

Tatiana Ciobanu commenta: “Offriva il meglio della sua professionalità con la discrezione di San Nicola, che donava senza farsi sorprendere.  Per questo fu spesso preda di approfittatori, di sfruttatori pragmatici che non onorarono il loro dovere nei confronti del traduttore Gheorghe Chiriță.  

Qui di seguito l’intervista rilasciata dalla prof.ssa Liuba Croitoru anche lei romena di Bessarabia traduttrice e amica dello scomparso.

Il prossimo 17 gennaio, 2024, avremmo dovuto festeggiare il compleanno di Gicu Chirita. Purtroppo, il 16 dicembre 2021, l’instancabile traduttore, supervisore e appassionato amante della letteratura francese, nonché imbattibile maresciallo della grammatica rumena, ha imboccato il sentiero della luce, dirigendosi verso la vigna del Signore.

Spero che a casa, in patria, oggi si ricorderanno di questa figura significativa dell’Unione degli scrittori della Moldova, così come hanno fatto i membri dell’Associazione “Dacia” e del CNR di Roma.

Ci descrive i tratti salienti della personalità di Gicu?

Non sarà facile. Perché a Gicu non sarebbe piaciuto essere descritto in termini lusinghieri e appassionati.

Cercherò di descrivere quanto più accuratamente possibile la meravigliosa persona che ho avuto l’onore di conoscere.

Gicu Chiritza, intriso di passione per il suo mestiere, ha sempre dimostrato un amore viscerale per la sfida di trasformare significati e culture attraverso la sua potente arma: la parola.

 La sua generosa dedizione al mestiere è stata incondizionata e palpabile. Ha investito tempo e sforzi significativi per perfezionare le proprie competenze e fornire  traduzioni di alta qualità.

Il suo impegno nel lavoro era una danza sincopata di dedizione e passione; metteva anima in ogni compito , trasformando il suo quotidiano in opera d’arte (a volte, astratta).

La sua figura incantevole emergeva come un personaggio dalle sfumature intriganti e profonde; la sua personalità gioiosa , un riflesso del suo spirito vivace, illuminava le giornate di chiunque avesse il privilegio di incrociare il suo cammino; il suo  sorriso contagioso, la sua ironia sottile e il suo modo di vedere il mondo come un palcoscenico per la commedia della vita, conferivano alla sua presenza un’atmosfera di leggerezza e un rifugio per chi cercava conforto.

Ma il suo fascino non si esauriva in una risata. Dietro il velo di allegria si celava un ascoltatore instancabile, un confidente silenzioso capace di comprendere le voci  del cuore umano. 

I suoi silenzi erano pregni di significato.

Era sempre a disposizione di tutti, ma la sua onestà, la sua bravura e generosità divennero spesso terreno fertile per coloro che, con astuzia, cercavano di sfruttare la sua natura benevola.

Del volume “Gicu Chirita omul liberatilor absolute” quale commento?

Il libro che ci ha uniti intorno a questo grande uomo non è un semplice diario di ricordi, bensì, un capolavoro di narrativa, una sinfonia di esperienze umane raccontate con la maestria di chi sa dipingere con le parole. Tutte le testimonianze avvolgono il lettore,  avvicinandolo a quei momenti effimeri  che rendono la vita degna di essere vissuta. Ogni parola è una pennellata al ritratto del grande Gicu; ogni ricordo è un quadro vibrante di emozioni e connessioni umane.

 Nelle storie di amicizia emerge la forza dei legami intrecciati con il filo invisibile dell’affetto.

Tra le pagine scritte dai colleghi si svela la danza delle giornate trascorse insieme, tra  sfide, successi e intemperie condivise.

I racconti dei parenti, intrecciati con la nostalgia e la dolcezza dei momenti familiari, aprono finestre nell’anima , rivelando momenti indimenticabili.

La bellezza di ogni singolo racconto risiede non solo nelle cose narrate, ma anche nell’arte con cui vengono raccontati, trasportando il lettore in mondi intessuti di risate, lacrime, trionfi e sfide.

In questo libro la narrazione non è solo uno strumento, ma una vera arte che trasforma i ricordi in sentieri preziosi, rendendo ogni pagina una testimonianza preziosa di ciò che significa essere umani.

Le sue riflessioni sulla scomparsa di Gicu 

Se morire è un atto finale, la partenza di Gicu è un inizio senza fine, un fluire armonioso nel grande mistero della vita.

La sua assenza fisica diventa una presenza spirituale, una eco che continua a risuonare nei cuori di coloro che hanno avuto la fortuna di attraversare il suo cammino.

La sua morte è una celebrazione della vita che ha vissuto e della bellezza che ha seminato intorno a sé

Per finire, una sua esegesi sulla serata nel Salotto Letterario di casa Ciobanu.

In quel giorno, nell’intimo salotto dell’accogliente famiglia Ciobanu, il Divino ha orchestrato un connubio di anime affini, autentiche  promotrici della cultura.

Devoti al valore della parola scritta e al nobile sacrificio a favore della promozione della letteratura più bella, ci siamo riuniti per celebrare e onorare l’illustre traduttore.

Le candele accese, fioche sentinelle della memoria, rischiaravano con gratitudine il volto riflessivo del fratello della nostra amica, Tatiana Chiritza,  fortunata erede del suo grande patrimonio spirituale. I  commuoventi ricordi del fratello, l’incantevole voce della figlia Isabelle, i brevi, solenni apprezzamenti di Valeriu Barbu, Tatiana Ciobanu e Victoria Grosu hanno trasformato l’evento in una serata sobria, tranquilla e rilassante, che , ne sono convinta, anche Gicu avrebbe gradito immensamente.

Il libro che da quella sera accompagna i nostri pensieri è un tomo sacro, una grande enciclopedia dei termini che riflettono una vita umana.

Amore, onestà, libertà, intelligenza, saggezza, amicizia, gentilezza, coraggio, equilibrio, convinzione, altruismo, umanità sono qualità di Gicu, custodite nei ricordi di coloro che ebbero il privilegio di conoscere “l’uomo delle libertà assolute”.

Con orgoglio dichiaro di essere stata una di loro.

Ringrazio con profonda gratitudine Ana Rapcea e Tatiana Chiritza e tutti coloro che si sono prodigati per la raccolta di  queste testimonianze, che ci invitano a plasmare le nostre vite con la stessa nobiltà di spirito del “maresciallo” della grammatica romena.

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