

L'Unc aderisce alla guerriglia social contro l'azzardo
Il 31 marzo, il Movimento No Slot ha organizzato un evento di ‘guerriglia social’ per dire no al dilagarsi del gioco d’azzardo online. A lanciare l’iniziativa virtuale è il fondatore del Movimento No Slot Simone Feder, convinto del fatto che la battaglia contro la ludopatia vada condotta anche in Rete, dove l’azzardo ormai dilaga. Il 31 marzo tutti gli utenti social sono dunque invitati a pubblicare o condividere sulla propria bacheca un’immagine, una frase, una vignetta o uno slogan per dire no all’azzardo. “L’iniziativa è partita dagli studenti – ha spiegato Feder – A dimostrazione che se si semina tra i giovani qualcosa di buono poi cresce”.
I numeri generati dal gioco d’azzardo online sono sempre più preoccupanti, un fenomeno in crescita soprattutto tra i giovani. e su cui si è pronunciata con preoccupazione anche la Commissione Europea.
Alla campagna di oggi ha aderito l’Unione Nazionale Consumatori. “Da anni – spiega il Segretario Massimiliano Dona -la nostra associazione è in prima linea nella lotta al gioco d’azzardo con campagne di comunicazione in cui si chiede una regolamentazione più stringente per il mercato dei giochi, dei concorsi a premio, delle lotterie e delle scommesse, con particolare attenzione all’invadenza pubblicitaria e a garantire il diritto per i consumatori di essere informati sulle reali possibilità di vincita. Ma una riforma del settore non è sufficiente se non si combatte la ‘non cultura’ del gioco che si sta diffondendo soprattutto tra i più giovani attraverso spot che, puntando su testimonial simpatici e rassicuranti, incoraggiano le giocate, ma anche con programmi televisivi che in prima serata sembrano promuovere il gioco d’azzardo. Per non parlare, poi, di tutte quelle app con le slot machine destinate ai bambini, come se fosse la cosa più naturale del mondo!”
“Siamo chiamati a maggiore responsabilità -conclude Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- per evitare che chi ancora gioca per diletto cada nella trappola del vizio e aiutare chi, purtroppo, ne è già vittima. Ma soprattutto non può passare il messaggio che ‘giocare è facile, vincere di più’, come recitava una pubblicità di qualche tempo fa, perché sappiamo bene che per ogni vincitore si contano innumerevoli sconfitti e dovremmo insegnare ai nostri figli che non sarà la dea bendata a cambiare la loro vita, ma i risultati si ottengono soltanto con fatica e sacrificio”.
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