“Giulio Cesare” secondo Giorgio Albertazzi

Il celebre attore interpreta il condottiero romano nell’ultimo spettacolo in scena al Silvano Toti Globe Theatre
di Mariangela Di Serio - 27 Agosto 2012

Ultimo appuntamento per lo spettacolo “Giorgio Albertazzi in Giulio Cesare”. Domenica 26 agosto, si è conclusa la rappresentazione tratta dall’opera “Giulio Cesare” di Shakespeare, diretta da Daniele Salvo e interpretata dal grande Albertazzi. In scena dal 9 agosto al Silvano Toti Globe Theatre, teatro di ispirazione elisabettiana sotto la direzione artistica di Gigi Proietti.
Situato nel cuore di Villa Borghese, il Globe Theatre ripropone le tragedie e le commedie elisabettiane in uno spazio ridotto all’essenziale dove il pubblico si lascia coinvolgere dal fascino delle scenografie e dell’interpretazione degli attori.
Sul palcoscenico buio, illuminato esclusivamente dalle luci di alcune fiaccole, avviene il dramma di Giulio Cesare. Giorgio Albertazzi, è l’attore simbolo dell’opera e il protagonista indiscusso e perfetto nei panni di un anziano Giulio Cesare che si avvicina alla morte avvenuta in senato alle idi di marzo del 44 a.C. per mano dei suoi stessi senatori ed amici fedeli, ribattezzati in seguito con il nome di “cesaricidi”.
In un gioco di luci ed ombre di una Roma travolta da terrori notturni e infausti presagi recita il cast composto da 16 attori di già apprezzata fama e 15 figuranti che interpretano il popolo romano.
Gianluigi Fogacci è Bruto, Giacinto Palmarini Cassio, Melania Giglio è Portia, moglie di Bruto, Graziano Piazza è il valoroso Marcantonio, Loredana Piedimonte è Calpurnia, la giovane sposa di Cesare.
Grazie agli effetti scenici, ai costumi, alle 30 maschere di cera realizzate dall’artista Michele Guaschino, alle musiche e ai canti eseguiti dal vivo dalla stessa Melania Giglio, gli attori sono stati capaci di identificarsi nei loro personaggi ripercorrendo le vicende e ricalcando le figure dei cesaricidi, uomini svuotati, vittime di un potere che li ha annullati, rendendoli simili alle stesse maschere di cera, senza passione ed umanità, fragili e vittime del loro tragico destino.

 


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