Gli Incontri Letterari di ottobre con la prof.ssa Loredana Mambella

Presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano martire (ingresso da Via delle Cave di Pietralata,63). Il calendario

Proseguono gli Incontri Letterari tenuti dalla prof.ssa Loredana Mambella presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano martire (ingresso da Via delle Cave di Pietralata,63) nel IV Municipio.

CALENDARIO INCONTRI OTTOBRE 2018

Giovedì 4 ore 17.00 La grande bellezza delle periferie romane .IV Municipio. SAN CLETO

Martedì 9 ore 17.00.Dante. Paradiso..L’apostolato politico come apostolato religioso in Giustiniano e in Romeo.

Giovedì 18 ore 17.00 Dante .Paradiso.Analisi e commento Canto VI

Giovedì 25 ore  17.00 Dante.Paradiso.Analisi e commento Canto VI.

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2 commenti su “Gli Incontri Letterari di ottobre con la prof.ssa Loredana Mambella

  1. 4 OTTOBRE 2018 ore 17, alla Biblioteca della Parrocchia S. Romano Martire, largo Beltramelli Roma, benevolmente posta a disposizione dal Parroco, si è tenuta nell’ambito del progetto “La grande bellezza delle periferie romane” – IV Municipio, la lezione sul quartiere San Cleto. Relatrice l’ottima Professoressa Loredana Mambella, che ha principiato affermando come codesto aggregato ha origini intorno agli anni ’50 del XX sec. e oggi vanta positivi sviluppi socio culturali ed ambientali. La denominazione origina dalla Chiesa, che ne possedeva il territorio, Cleto é il terzo Papa, dopo Pietro e Lino. A seguire, Elena Tidei ottenne notevole parte dei fondi e, nel 1954, fece una lottizzazione a scopo edificatorio di esigue consistenze. Scaturì il caseggiato, inizialmente detto quartiere bunker, posto in barriere naturali, isolato, senza mezzi pubblici di locomozione, vantava poche unità di abitanti.
    Una via al nome di Poggio Bracciolini, fortunato e famoso ricercatore di antichi testi letterali, “dà lustro” al quartiere. Sin dalla lettura collettiva in gruppo ristretto, per la correzione delle bozze del fascicolo, elaborato dalla colta Signora Carmen Bartolini, fu avvertita la elevatezza di codesto letterato umanista. Ha ricordato la Professoressa che all’epoca l’Italia non c’era, il ricercatore scrittore cercò di dare l’unità culturale proprio con le ricerche in lingua greca e latina, persino con gli scritti composti dagli amanuensi. Certo, la cultura univa quando l’unità politica mancava. Le riscoperte constano, tra l’altro, del De rerum naturae di Lucrezio, l’Institutio oratoria di Quintiliano, De medicinae di Celso, Silvae di Papinio Stazio, De architectura di Viruvio, Astronomica di Manilio, De utroque homine di Lattanzio. Questi alcuni degli antichi testi scoperti, ma il Bracciolini fu anche scrittore fecondo in un latino spigliato ed originale. Nel De avaritia difende il desiderio di accumulare denaro, poco curandosi del pericolo che esso porti allo sfruttamento dei non abbienti, nel De nobilitate riafferma un concetto noto che l’uomo non riceve per nascita la nobiltà, ma la conquista con l’ingegno e la virtù.
    Ed ancora tante scoperte ed opere, che qui tralascio per non stancare.

  2. 25 OTTOBRE 2018 – ORE 17 – Biblioteca della Parrocchia S. Romano Martire (ingresso via Cave di Pietralata n. 63), benevolmente posta a disposizione per gli Accademici della via Tiburtina. Si è analizzato e commentato il canto VII del Paradiso della Divina Commedia dell’Alighieri, per magistero dell’ottima Professoressa Loredana Mambella.
    Trattati argomenti estremi, il cui studio, peraltro, rimane trascurato. Temi filosofici e teologici di non facile soluzione, secondo B. Croce. Troviamo ancora Giustiniano, che, dopo parlato “sua sponte”, si defila, in un unico contesto con Romeo da Villanova, cantando lodi a Dio in lingua latina ed ebraica. “Salve, o santo Dio degli eserciti, che illumini dall’alto con la tua sovrabbondante luce i beati splendori di questi regni celesti” (N. Sapegno).
    I temi più difficili afferiscono alla “Morte di Cristo” alla “Distruzione di Gerusalemme”, alla “Morte in croce”, all’ “Anima umana”. La docente li ha esaminati con grande, doviziosa operosità. L’Alighieri, ancora una volta, si pone ardui problemi, cui egli stesso risponde, ma simula che Beatrice gli risolva i dubbi. Dio si fa uomo, portando su di sé tutta la condizione umana, viene crocifisso, si potrebbe così inferire il motivo di cotale morte. La distruzione di Gerusalemme, per opera dell’imperatore romano Tito, detto “delizia del genere umano”, di cui è testimonianza in Roma sul Palatino, con l’arco del trionfo ad un unico fornice dedicatogli e che porta il candelabro ebraico a 7 braccia. Gli ebrei vengono puniti con la distruzione di Gerusalemme, compreso il magnifico tempio, avendo essi disconosciuto il figlio di Dio. Scaturisce la domanda “abbiamo un Dio che si vendica ?” Va risposto NO, perché non figura nella Bibbia che Dio faccia senza rendere il cambio. Altro quesito è “Perché proprio la morte sulla croce ?” Dio ha molte possibilità di scelte, questa fu misericordia e giustizia ad un tempo, egli scelse passione e morte di una sola vittima, opportuna per espiare interamente la colpa di Adamo.
    L’anima – prerogativa dell’uomo, “corpo e anima”, il primo si decompone, la seconda consta di tre facoltà: immortale, libera, somigliante a Dio. Dopo il peccato originale resta solo immortale, perse anche le prerogative dell’essere vegetativa e sensitiva. Dante difende l’immortalità anche per non sfiorare le eresie dei seguaci di Epicuro, oltretutto egli era edotto dalle dottrine della “Summa theologiae” di Tommaso dei Conti d’Aquino di Roccasecca, di Agostino. Ora, la limitatezza dell’uomo tradisce Dio frequentemente, ma l’Altissimo lascia sempre qualche apertura di salvezza, questo è l’insegnamento del Canto VII del Paradiso. L’uomo corruttibile a seguito del peccato antico, Dio è, comunque, misericordioso, propenso alla salvezza, questo il passaggio ritenuto giusto. Gli elementi umani sono corruttibili, l’anima NO, rimane immortale,

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