

A cura della Prof.ssa Loredana Mambella, in via delle Cave di Pietralata 63
Continuano,a cura della Prof.ssa Loredana Mambella, gli Incontri letterari presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano martire (ingresso Via delle Cave di Pietralata 63).
Ecco il calendario degli Incontri Letterari di Novembre 2017.
Giovedì 2 ore 17.00 La grande bellezza delle periferie romane – IV Municipio Portonaccio ( prima parte).
Giovedì 9 ore 17.00 La grande bellezza delle periferie romane- IV Municipio Portonaccio (seconda parte).
GIovedi 16 ore 17.00 Carducci da poeta ribelle a poeta vate.
Giovedì 23 ore 17.00 Carducci da poeta ribelle a poeta vate
Giovedì 30 ore 17.00 Carducci da poeta ribelle a poeta vate
Gli Incontri non sono rivolti solo agli Accademici della Via Tiburtina (in difesa dell’art. 9 della Costituzione) ma anche a tutti coloro che amano la Cultura.
L. M.
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16 NOVEMBRE 2017, ore 17, nella Biblioteca della Parrocchia S. Romano Martire, largo Beltramelli – Roma, benevolmente resa disponibile, si è svolto l’incontro-studio degli Accademici della via Tiburtina sul tema “Giosue Carducci, da poeta ribelle a poeta vate”, cui è destinato lo spazio di tre incontri. Docente l’ottima Prof.ssa Loredana Mambella, profonda conoscitrice del poeta Carducci, del ricchissimo impegno, del contesto socio-culturale del suo tempo, dei meriti: Titolare della cattedra di “Eloquenza italiana”, di poi “Letteratura italiana”, presso lo Studio di Bologna (1860-1904), chiamatovi dal Ministro T. Mamiani; Senatore nel 1890; premio Nobel per la letteratura nel 1906.
Poesia significa “creare”, anche in modo diverso dalla realtà, sicché realtà e invenzione possono concorrere a determinare, con il Leopardi, felicità, migliore tempo della vita (Zibaldone). Talvolta la scelta di un vocabolo posto più volte nel componimento ha un senso particolare e nell’ode “Sogno d’estate” vi è frequente la “r”: la stanza … “rintronata”, “carri”, “rotolanti”. Grande mente il Carducci, conosceva in modo eccelso le lettere greche e latine. Con le “Odi barbare” riesce perfettamente ad adattare a codesti metri il fare poesia.
Dalle “Rime nuove” vengono lette le brevi liriche “Pianto antico” e “San Martino” – sono due anacreontiche = versi o simili, composti a mo’ del poeta greco Anacreonte, che da noi constano di strofe settenarie od ottonarie, brevi, leggere – inneggianti, talvolta all’amore, inoltre ad altri temi.