Gli Incontri letterari di ottobre 2017 presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano

Tenuti dalla prof.ssa Loredana Mambella nel IV municipio
Redazione - 2 Ottobre 2017

Ecco il calendario degli incontri letterari di questo mese tenuti dalla prof.ssa Loredana Mambella presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano martire (ingresso da Via delle Cave di Pietralata,63) nel IV municipio

Calendario incontri ottobre 2017

Giovedì 5. Ore 17.00 Analisi e commento del cap.XXXVI dei Promessi sposi (Renzo ritrova Lucia-Padre Cristoforo scioglie Lucia dal voto). Seguirà una Tavola rotonda sul tema:”Voto religioso ed ex voto”.

Giovedì 12. Ore 17.00 Analisi e commento del cap.XXXVII dei Promessi sposi (La pioggia purificatrice). Seguirà una Tavola rotonda sul tema: “Pioggia purificatrice e piogge acide”.

Giovedì 19. Ore 17.00. Analisi e commento del cap.XXXVIII dei Promessi sposi (Le nozze di Renzo e Lucia-“Il sugo”della storia). Seguirà una Tavola Rotonda sul tema:”il sugo della storia. Farsi i fatti propri?”.

Giovedì 26 Ore 17.00 Consegna attestati di partecipazione alla lettura dei Promessi sposi.

Il corso non è rivolto solo agli Accademici della Via Tiburtina (in difesa dell’art.9 della Costituzione) ma a tutti coloro che hanno a cuore la Cultura.


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  1. Vittorio Santarsiere


    5 OTTOBRE 2017, ORE 17, BIBLIOTECA DELLA PARROCCHIA S. ROMANO M. IN ROMA, Largo Beltramelli, benevolmente resa disponibile – gli Accademici della via Tiburtina, ex art. 9 Cost. hanno letto il capitolo 36 de “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni. Relatrice l’ottima Prof.ssa Loredana Mambella.
    Sono le pagine suggestive dell’atto di contrizione del Fr. Felice e di Renzo che ritrova Lucia nel lazzaretto. E’ il momento che il predicatore, nell’accingersi a guidare con fatica una processione dei convalescenti nel recito stesso, proferì “”Per me e per tutti i miei compagni, che, senza nostro merito alcuno, siamo stati scelti all’alto privilegio di servir Cristo in voi; io vi chiedo umilmente perdono se non abbiamo degnamente adempito un sì gran ministero. Se la pigrizia, se l’indocilità della carne ci ha resi meno attenti alle vostre necessità, men pronti alle vostre chiamate; se un’ingiusta impazienza, se un colpevol tedio ci ha fatti qualche volta comparirvi davanti con un volto annoiato e severo; se qualche volta il miserabile pensiero che voi aveste bisogno di noi, ci ha portati a non trattarvi con tutta quell’umiltà che si conveniva, se la nostra fragilità ci ha fatti trascorrere a qualche azione che vi sia stata di scandalo; perdonateci ! Così Dio rimetta a voi ogni vostro debito e vi benedica””. Era la maniera di un uomo che chiamava privilegio quello di servir gli appestati, perché lo teneva per tale; confessava di non averci degnamente corrisposto, chiedeva perdono.
    Vi era “in loco” Renzo alla ricerca di Lucia, quando gli giunse all’orecchio la voce nota e desiderata dalla rete di paglia di una capanna, girò intorno e dall’uscio vide colei che cercava. “Lucia ! v’ho trovata ! siete proprio voi, siete viva !” esclamò lo sposo promesso. Era il tempo in cui tra due interlocutori era d’obbligo il “Voi”. Seguì la rivelazione del voto alla Madonna di non maritarsi, fatto la notte della disperazione in casa dell’innominato. Renzo tornò a cercare il Fr. Cristoforo e recatisi di lì a poco al lettuccio dell’inferma ottennero ragguagli sulle circostanze del voto. Disse il religioso, con voce più alta, a Lucia “Con l’autorità che ho dalla Chiesa, vi dichiaro sciolta dal voto di verginità, annullando ciò che ci poté essere di inconsiderato e liberandovi da ogni obbligazione che poteste averne contratta”.
    Al giorno d’oggi lo scioglimento dai voti è prerogativa del Papa e dei Vescovi, nelle circostanze della peste, ciò poté anche il sacerdote Fr. Cristoforo.

  2. Vittorio Santarsiere


    12 OTTOBRE 2017, ORE 17, BIBLIOTECA DELLA PARROCCHIA S. ROMANO M. IN ROMA, largo Beltramelli, benevolmente resa disponibile – gli Accademici della via Tiburtina, ex art. 9 Cost., hanno letto e commentato il capitolo 37 de “I promessi sposi”. Relatrice la Prof.ssa Loredana Mambella.
    Ancora una volta, il Manzoni presenta il personaggio preferito del suo romanzo storico in forma brillante. Le righe dell’incipit del capitolo sono di una prosa fine, attraente il lettore. Renzo, nel lasciare il lazzaretto, fu colto da pioggia incessante, in breve grandine, non se ne inquietò, godette della rinfrescata. Pochi giorni dopo si ebbe a credere che l’acqua portasse via la peste (non era così). Il “nostro eroe” andava allegramente verso il suo paese e, di poi, si voleva recare a Posturo per incontrare Agnese. Il ritrovamento di Lucia lo aveva posto sottosopra con la mente. Giunto a Sesto S. Giovanni, che ancora pioveva, sentì appetito, vide una bottega di fornaio, vi si rivolse, ottenne due pani, giusto uno da mangiare subito, altro lo pose nella tasca. Passò per Monza invasa dalle acque, quasi come il letto di un fiume. Il personaggio ne usciva senz’atti di impazienza, non parolacce, pensando che l’acqua cesserebbe quando a Dio piacesse. Così inzuppato, infangato, lercio, Renzo si recò a casa dell’amico di infanzia al quale disse “la c’è” (Lucia), guarita. Trovò pure Agnese, Bortolo in salute, Donna Prassede, invece, morta. Il di lei coniuge Don Ferrante, uomo dotto, era in vita e, al primo parlare che si fece di peste, la negò risolutamente con sillogismi sostenuti da concatenazione. In rerum natura diceva “non ci sono che due generi di cose: sostanze ed accidenti e, se provo che il contagio non può essere né l’uno né l’altro, avrò provato che non esiste, è una chimera”. Le sostanze sono, o spirituali o materiali … considerazioni dell’epoca, ove il più grave sbaglio del ragionamento era nell’escludere la possibilità che esista una sostanza, la quale sfugga alla vista ed al tatto, come i batteri: ma sono trasportabili, possono indurre in altre sostanze quelle modificazioni (accidenti) in cui consiste la malattia. Con eccellenza consueta, l’ottima Prof.ssa Loredana Mambella ha disquisito sui temi delle antiche scuole filosofiche ed Arcadia.

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