Gli insegnanti dicono no alla riforma della scuola proposta dal Governo

Durante un incontro promosso dal Pd del V municipio
Alessandro Moriconi - 16 Giugno 2015

Mentre in parlamento la Riforma sulla Scuola trova i primi intoppi a causa del voto contrario in Commissione su due articoli, anche dei rappresentanti del NCD e dell’UDC, nel Municipio Roma V il Pd ha organizzato un incontro il 12 giugno, presso la sede del consiglio del V municipio in via Perlasca, con il mondo della scuola che ha visto la presenza di una trentina di professori provenienti anche da altri municipi.

Per il Municipio V erano presenti, oltre al presidente G. Palmieri, l’Assessore Nunzia Castello e l’intenzione era quella di parlare della riforma della Scuola promossa dal Governo Renzi “La buona scuola”. Presenti anche l’assessore alla Scuola del Comune di Roma Paolo Masini e la relatrice della legge di riforma Renzi in Parlamento, on.le Maria Coscia, Simonetta Salacone (ex Dirigente scolastico ed ex vice presidente della Commissione scuola in Campidoglio) e una delegazione di Sel del territorio.

Palazzo Chigi - Il ministro Giannini illustra le linee guida sulla scuola

Ministro Giannini – Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Purtroppo per gli organizzatori, l’iniziativa si è trasformata in una vera e propria debacle. L’Assessore Masini, forte anche di avere altri impegni, ha abbandonato l’iniziativa dopo soli pochi minuti e sue brevi comunicazioni.

I docenti intervenuti hanno espresso le loro preoccupazioni sulla figura del Preside Manager che secondo la riforma proposta saranno chiamati a scegliere i docenti (limitando la libertà d’insegnamento sancita dalla Costituzione) e gli aumenti di stipendio. Preoccupazione espressa anche dai Dirigenti Scolastici tra cui Angelo Pintus, preside della San Benedetto a Centocelle.

Si trova, poi, assurdo che le scuole debbano ricevere fondi dalle famiglie in sostituzione di quelli dello Stato, che scuole con più iscritti avranno più fondi di quelle con meno e che la location della scuola influirà molto anche sulle adesioni delle famiglie che potranno tra l’altro devolvere il 5×1.000 all’istituto.
C’è poi la questione del contributo risarcitorio alle famiglie che scelgono la scuola paritaria: sul sito del Governo c’è scritto che “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato” poi, il governo Renzi, attraverso questa proposta di riforma, riconosce un risarcimento del 65% dei contributi che le famiglie versano nei confronti di scuole paritarie di ogni ordine e grado.
C’è infine la questione delle assunzioni del personale precario che il Governo continua a quantificare in 100.000 ma che, secondo la Corte Europea dovrebbero invece riguardare tutto il personale docente in regime di rapporto precario che abbia lavorato per almeno 36 mesi.

Alcuni degli interventi tra cui quello di un giovane studente, nonché segretario di un circolo di Sel, hanno denunciato come almeno il 50% della riforma proposta altro non è che il vecchio testo promosso dal Popolo della Libertà durante il Governo Berlusconi (ex DDL Aprea).

Maria CosciaSono stati sufficienti un bel gruppo di insegnanti ben informati e totalmente contrari alla riforma per mettere in difficoltà i “filogovernativi” che avevano ascoltato in religioso silenzio l’on.le Coscia leggere il testo dell’articolato proposto. Piano piano sono poi arrivate le prime, educate e miti contestazioni.
L’On.le Coscia non ha invece trovato nessuno a sostenere la proposta del Governo e questo l’ha evidentemente infastidita, tanto che raramente ha destinato il suo sguardo verso gli interlocutori, insomma parlare a slogan di fronte ad una platea ben informata è dura.


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