Gli scout di tutte le età rinnovano la loro promessa

I romani si sono ritrovati il 23 aprile presso la Chiesa di San Giorgio in Velabro con una intensa ed emozionante cerimonia presieduta da monsignor Ravasi
Olga Di Cagno - 25 Aprile 2019

Il 23 aprile è una data importante per tutti gli scout del mondo; è il giorno dedicato a San Giorgio, il cavaliere che sconfigge il drago, il patrono dei moderni cavalieri: gli scout.

In questo giorno tutti gli scout del mondo, di qualsiasi età, in qualsiasi luogo, in pubblico con cerimonie comunitarie o semplicemente in solitudine rinnovano la loro promessa scout.

La Promessa, parole pronunciate nella maggior parte dei casi da ragazzi che, comunque, hanno contraddistinto la loro vita: onore, del proprio meglio, dovere, parole che oggi più che mai rappresentano il vivere quotidiano di uno scout.

Per gli scout romani il 23 aprile è una data doppiamente importante, nel 1945 all’alba della liberazione, gli scout romani, consapevoli del momento importante per la storia dell’Italia, il giorno dedicato al loro santo patrono si recarono presso la chiesa di San Giorgio in Velabro e recuperarono le fiamme dei riparti (le insegne, le bandiere simbolo dei vari gruppi) che durante il periodo fascista erano stati costretti a nascondere ed a consegnare.

Il 23 aprile del 1945 gli scout romani, pieni di commozione rinnovarono la loro promessa proprio nella chiesa che per i lunghi e bui anni del fascismo aveva custodito le fiamme dei riparti (un tempo i moderni reparti scout erano chiamati riparti).

Ogni anno gli scout romani (tutti gli scout, delle diverse associazioni) si riuniscono presso la Chiesa di San Giorgio e il 23 aprile rinnovano la loro promessa.

Ogni anno un’emozione, ogni anno visi conosciuti e no si avvicinano, prima cautamente e poi sempre più felicemente davanti il porticato della chiesa, ogni anno persone che non si conoscono si scambiano auguri di buona strada (è il saluto tra gli scout), sono fratelli, condividono insieme una legge ed una promessa.

Il 23 aprile del 2019, in una splendida giornata primaverile, si è ripetuto il rito, intenso, intimo e solenne del rinnovo della promessa: tante persone, ad un’unica voce hanno ritmato all’unisono quelle semplici e profonde parole, hanno alzato la mano destra, piegato il pollice e il mignolo e tenuto dritte le altre tre dita (è questo il saluto):

Con l’aiuto di Dio,
prometto sul mio onore di fare del mio meglio
per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese,
per aiutare gli altri in ogni circostanza,
per osservare la legge scout.

Una cerimonia semplice, come quasi tutte le cerimonie scout, ma densa di significato, rivissuta proprio davanti il sagrato della chiesa che conserva memoria di un giovane cavaliere che per tener fede alla sua promessa non si fermò davanti a nulla.

Al termine della Messa, presieduta da Monsignor Ravasi, terminato il momento solenne, gli scout hanno potuto dare libero sfogo alla loro felicità di ritrovarsi insieme, ancora una volta, con le loro tipiche danze gioiose e coinvolgenti.

Buona strada a voi tutti, al prossimo anno!


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