

Il Requiem di Mozart eseguito dall’orchestra Roma Ensemble diretta da Mauro Conti il 27 novembre 2021
Ciò a cui hanno assistito i fortunati spettatori/ascoltatori, nonché amanti della musica, ieri sera, 27 novembre 2021, nella bella chiesa di Santa Maria Addolorata al Collatino, è stata una serata di grande musica. Si è trattato di un evento memorabile e affascinante, che ha toccato, commuovendole, le più profonde e inesplorate “intermittenze” dell’anima: l’esecuzione del celebre Requiem di Mozart, ultima e incompiuta opera del Maestro salisburghese, da parte di un complesso di artisti, giovani in maggioranza, costituito da ben 3 gruppi corali riuniti (Simul Voces, Ars Nova, Beato Angelico della Minerva), diretti magistralmente da Valentina Rivis; 4 splendide voci soliste (soprano Maria Tomassi, mezzosoprano Virginia Guidi, tenore Fabio Serani, basso Christian Faravelli); orchestra Roma Ensemble diretta con impareggiabile bravura dal Maestro Mauro Conti.
Davanti ad un pubblico attentissimo, competente ed entusiasta, tutti gli artisti hanno dato una dimostrazione della loro preparazione, della loro fine sensibilità e del loro amore per la musica di un gigante come Mozart e per quest’opera in particolare, il Requiem che, sebbene lasciata incompiuta per la sua prematura morte (fu completata da un suo allievo), rimane una delle vette più inaccessibili che un compositore possa raggiungere. Un’opera scritta nella sofferenza e nel dolore, ma anche nell’amara consapevolezza della propria vita corporale che si spegne poco alla volta. E, tuttavia, essa costituisce, nonostante abbia per tema il compianto per la morte e l’invocazione della Lux Aeterna per i defunti, una manifestazione di fiducia e di speranza (ma oserei dire perfino di certezza) nel futuro progressivo destino dell’umanità; nella sua mirabile architettura compositiva si esprime la visione – tipica dell’illuminista e massone e tuttavia credente Wolfgang Amadeus Mozart – di un genere umano riscattato dalla scienza e dalla diffusione dei lumi della ragione, un genere umano non più prigioniero delle tenebre e delle superstizioni medievali.
Nello stesso tempo, il Requiem di Mozart riesce nella titanica impresa di conciliare la fede nell’immortalità dell’anima e nella misericordia divina con la serena fiducia nelle capacità razionali dell’uomo. A mio avviso, il Requiem non è altro che la naturale conclusione, o per meglio dire: la “postilla conclusiva non scientifica” de Il flauto magico, l’opera nella quale si narra prima la contesa e poi la successiva vittoria del mago Sarastro (personificazione della scienza) sulla Regina della notte (cioè la Chiesa, quella però rappresentata dalla Santa inquisizione e dalla caccia alle streghe). E’ a causa di ciò che la musica del Requiem ci riconcilia, almeno finché dura l’ascolto, con la nostra anima e con il mondo; una musica che, pur nella sua drammaticità, ha il potere di rasserenarci, indicandoci un mondo dove regna l’armonia e la pace perpetua (la Lux Aeterna della Communio, ultima parte corale dell’opera, quella che ruota intorno alle parole Luce e Misericordia). A proposito: tre anni dopo la composizione del Requiem da parte dell’illuminista e credente Mozart, un altro illuminista credente, Immanuel Kant, avrebbe scritto un piccolo ma significativo saggio dal titolo Progetto per la pace perpetua. Ma Kant, così come Hegel e la grande filosofia tedesca, erano inguaribilmente appassionati di tutta la grande musica sinfonica.
Per questo evento – che ci ha riportato alla memoria uno degli ultimi grandi concerti svoltisi nell’Auditorium Parco della Musica il 27 gennaio 2020, prima della chiusura causata dalla pandemia, e nel cui programma era presente il Requiem di Mozart insieme al concerto per violino e orchestra Alla memoria di un angelo (anch’esso un requiem, sebbene diversissimo) di Alban Berg – ci corre l’obbligo (un obbligo che assolviamo con grandissima gioia) di ringraziare tutti i bravissimi coristi, gli ottimi solisti, gli esperti orchestrali e, infine, l’eccellente Maestro Mauro Conti. En passant, mi permetto di rivelare che il Maestro Conti si è impegnato, con il sottoscritto, per la preparazione di un altro memorabile evento musicale, quello che avrà come oggetto l’esecuzione, nella ricorrenza del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, della Matthaeus Passion (Passione secondo Matteo), di Johann Sebastian Bach, uno dei brani preferiti dal poeta e scrittore e cineasta friulano. Un evento che potrebbe svolgersi nella stessa chiesa, la quale ha dimostrato di godere di un elevato livello di qualità acustica.
Un ringraziamento particolare al parroco di Santa Maria Addolorata, don Antonio d’Errico, distintosi per le sue capacità organizzative e di accoglienza. Infine non possiamo dimenticare il promotore e animatore di questi ormai tradizionali e graditissimi eventi musicali che si svolgono, da circa un quindicennio, nel nostro V Municipio: Teodoro Giannini, Presidente dell’ex VI Municipio dal 2006 al 2008.
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Non c’ero ma sono convinto che si è trattato di un grande spettacolo di musica e di tanta volontà degli artefici di questa magnifica interpetrazione di una non facile opera. Bravi bravissimi e ad maiora 👋👋👋👋👋👋🌹🌹🌹🌹🌹