Municipi: | Quartiere:

Grande successo per “Maledetta-mente Roma”

Il 17 luglio alla Biblioteca Villa Leopardi rivisitazione del libro di Bruno Lijoi

Grande successo il 17 luglio alla Biblioteca Villa Leopardi per la rivisitazione del libro “Maledetta-mente Roma” (Ed. Il Calamaio, 2011) di Bruno Lijoi.

L’evento ideato ed organizzato da ForumeGallery, nasce dalla convinzione che la migliore letteratura esprime la vita nei suoi aspetti più profondi e che la lettura di un buon libro può essere un’esperienza tanto coinvolgente da modificare la percezione della realtà e della storia.

Bruno Lijoi, che preferisce definirsi scrittore amatoriale, ha già pubblicato otto libri di cui tre in versi ed uno di favole in uscita per la fine dell’anno.

Calabrese di nascita, è stato catapultato nel 1960, come lui stesso ci confida, nella capitale dove ha frequentato le ultime due classi della scuola elementare per poi trascorrere i successivi sette anni in un collegio. Dedicare un libro a Roma è stato per il Nostro una forma di ringraziamento verso la città che gli aveva permesso di mettere radici, visto che, uscito dal collegio ha cercato di colmare le lacune con il tessuto urbano girovagando per la capitale ammagliato dal suo fascino eterno.

Il protagonista di “Maledetta-mente Roma” è un senzatetto trapiantato negli Stati Uniti, che, in compagnia di un gatto e una fiasca di vino si guadagna da vivere offrendo conferenze sulla città eterna.

L’espediente narrativo consente al lettore di percorrere strade, luoghi e piazze più o meno conosciuti attraverso le sensazioni che lo scrittore riesce magistralmente ad evocare rimandando a persone più competenti di lui il compito di una guida più tecnica ed erudita.

La serata alla Biblioteca Villa Leopardi è stata vissuta dal Lijoi come una rimpatriata tra amici accomunati dall’interesse e l’amore per Roma.

L’attore Maurizio Sinibaldi leggendo il brano “Sterco di cavallo” ha saputo ben interpretare quell’atmosfera di sensazioni di cui è intriso il libro dando lo spunto per l’intervento di Luigi Stanziani.

Cultore della romanità, per quindici anni impegnato alla valorizzazione della memoria cittadina per il Comune di Roma, Luigi Stanziani ha dato un saggio della sua erudita competenza focalizzandosi sull’importanza delle strade romane e del sampietrino in particolare da cui ha tratto ispirazione per il monologo in dialetto romano “Er sercio”.

In difesa e tutela del dialetto è intervenuta Annamaria Gargottich, affermata commercialista, attrice amatoriale ed organizzatrice di grandi eventi che ha dato un generoso contributo alla buona riuscita dell’evento non solo come relatrice e sensibile interprete della canzone “Roma mia” di Silla Foresi con un arrangiamento musicale di Emanuele Puleio cui auguriamo il meritato successo, ma soprattutto per aver scelto quella sede per lanciare la sua ultima ambiziosa iniziativa, “TeatrandoAmando”.

L’archeologo Giovanni Marone, socio fondatore dell’Associazione Culturale Itinera, da venti anni impegnata a far conoscere Roma ai romani ha portato una toccante testimonianza di come competenza e passione possono tenere in vita un’attività che, fuori del grande circuito turistico, si scontra quotidianamente con la burocrazia soltanto perchè cerca di offrire ai suoi fedeli soci i tanti tesori del patrimonio artistico culturale della città ancora sconosciuti alla popolazione.

A parlare del Tevere al quale il Lijoi dedica un capitolo di alta poesia è intervenuto Fausto Testaguzza, ingegnere urbanista ambientale ma, soprattutto amante appassionato di Roma e del suo fiume che non ha perso, non perde e, crediamo, non perderà occasione per sollecitare le istituzioni capitoline a prendersene cura e a tesaurizzarne le potenzialità.

L’intervento del Testaguzza, partito da dati tecnici ha portato il pubblico, totalmente rapito da quell’insolita presentazione di un libro, a percepire le immagini offerte dalla navigazione del Tevere dal tratto che parte da Ponte Milvio fino all’Isola Tiberina citando anche il film di Sorrentino “La grande bellezza”

Ispirata alle bellezze della città eterna che il turista ammira per l’ultima volta prima di ripartire, scritta nel 1954 da Renato Rascel con Garinei e Giovannini, “Arrivederci Roma”, la canzone che ha fatto il giro del mondo ed ha aperto una nuova fase nella storia della canzone romana è stata interpretata da Patrizia Trucca. Una voce, quella della Trucca, ben caratterizzata, duttile, delicata e potente nello stesso tempo, ha letteralmente mandato in visibilio il pubblico.

In chiusura l’altro lodevole saggio di versatilità di Maurizio Sinibaldi che ha letto la conclusione di “Maledetta-mente Roma” interpretando la parte di Henry Cordino, il cronista che si fa carico di trascrivere, partire alla volta della città eterna e dare alle stampe gli appunti e le registrazioni del senzatetto trovato morto.

L’interpretazione creativa del testo realizzata per “Maledetta-mente Roma” ha piacevolmente sorpreso anche la dottoressa Angela Bruni, responsabile della Biblioteca Villa Leopardi che ha commentato l’evento come una delle presentazioni più riuscite.

Nelle foto

Nella foto del tavolo della presidenza, da sinistra: Luigi Stanziani, Annamaria Gargottich, Vincenzo Marone, Fausto Testaguzza e, lo scrittore Bruno Lijoi.

L’attore Maurizio Sinibaldi.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento