Grande successo prima edizione dell’Hub Fest a Villa De Sanctis

Oltre duemila persone nei 6 giorni della prima edizione

Oltre duemila persone. Questo il freddo dato numerico dei partecipanti ai sei giorni della prima edizione dell’Hub Fest. Un dato che non rende la complessità, la vitalità, l’originalità della sperimentazione che ha avuto luogo, dal 19 agosto al 25 agosto, presso l’Impianto Sportivo Comunale “Villa De Sanctis” di via dei Gordiani.

“Un festival completamente gratuito – fa sapere l’Assessore alle Politiche Culturali del Municipio V Nunzia Castello – realizzato senza fondi pubblici e senza sponsorizzazioni, che ha attivato e reso fruibile a tutti e tutte la sera una struttura comunale, combinando la possiblità di fare un bagno in piscina alla presentazione di libri e documentari, oltre che ad una rassegna live nella quale si sono esibite alcune fra le band piu’ interessanti della scena rock indipendente della nostra metropoli (dai Kutso ai Boxerin Club passando per i Sad Side Project, solo per nominarne qualcuna). Un modo differente di sviluppare cultura e aggregazione, che ha tentato di sfuggire alle logiche totalizzanti ed alienanti del consumo massificato, in un quartiere popolare proprio nell’estate delle “vacanze romane” imposte dalla crisi.

Un esperimento, crediamo riuscito sia pure nelle mille contraddizioni difficoltà approssimazioni, che era possibile solo in un quadrante della città – quello est – che si riscopre ogni giorno attivo e innovatore, come dimostrano le sempre piu’ numerose iniziative culturali innovative che riescono a portare a nuova vita zona sottoutilizzate e vuoti urbani a partire dalle energie che esprime il territorio.

Un progetto realizzato dalla Polisportiva Villa De Sanctis, con la collaborazione delle giovani associazioni clturali Mercoledì da Leoni e Moebius, un’idea sostenuta ed appoggiata dall’Assessore alle politiche culturali, educative ed intergenerazionali Nunzia Castello e dal Presidente Giammarco Palmieri, che hanno assicurato alla manifestazione il patrocinio gratuito del V Municipio.

Una semplice elencazione delle iniziativa non potrebbe rendere le delicate sinergie che si sono dispiegate in quelle giornate, fra un tuffo in piscina ed un opentalk. Iniziative che – attraverso libri musica documentari esposizioni – hanno toccato differenti tematiche – la lotta per il diritto all’abitare dalle baraccopoli negli anni ’50 fino alla Fiorucci occupata dei giorni nostri, il neocolonialismo attraverso le immagini di una collettiva fotografica, la condizione di precarietà esistenziale e lavorativi dei trentenni attraverso i romanzi di A.Trerotoli e Francesco Zanarini, la mobilitazione delle donne in medioriente, e molto altro ancora. Ma, appunto, un elenco non può rendere gli intenti e lo spirito del Festival, e l’atmosfera che vi si respirava.

Sempre accompagnati dalla figura di Pier Paolo Pasolini, intesa come spina nel fianco dell’attuale e non come vaga icona depotenziata e sussunta. Figura alla quale è stato dedicato il Festival (in uno dei luoghi dei suoi romanzi, ed all’interno di un parco nel quale è stata realizzata la famosa scultura in vetro a lui dedicata) ed in particolare la prima giornata, alla presenza fra gli altri della giornalista Lucia Visca, dallo studioso del territorio Francesco Sirleto e del suo “ragazzo di vita” Paolo Pilati detto Tarzanetto nell’incontro di apertura coordinato da Leonardo A. Sante e Sergio Maria Ortolani.

Una traiettoria di modalità con la quale sviluppare manifestazioni culturali, in una città sempre piu’ preda di “localari” e minicasinò, che speriamo possa diffondersi, rafforzarsi, moltiplicarsi – a partire anche dalle prossime edizioni dell’Hub Fest e da tutto quello che ogni giorno – anche (e alle volte sopratutto) nei circuiti underground, dell’autogestione e dell’associazionismo, esprimono Pigneto, Torpignattara, Centocelle, Casilino”.

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