Grandi Fotografi a 33 Giri in mostra

All'Auditorium Parco della Musica, dal 1° al 29 giugno 2012
di Francesco Cozzi - 14 Giugno 2012

Grandi Fotografi a 33 Giri, in mostra all’Auditorium Parco della Musica, dal 1° al 29 giugno 2012.

Attraverso le copertine di ben 150 dischi in vinile provenienti dalla collezione di Stefano dello Schiavo, la mostra ripercorre con l’eccellente cura di Raffaella Perna, che si occupa di storia e critica dell’arte contemporanea e di storia della fotografia dalle origini ad oggi, l’evolversi di un vero e proprio genere dell’illustrazione musicale dagli anni Cinquanta a oggi.

Tra queste immagini va citata l’indimenticabile foto di Richard Avedon che sulla copertina di Bookends del 1967 ritrae Simon & Garfunkel in un limpido bianco e nero, che guardano incuriositi verso lo stesso ipotetico punto, un avvenire pieno di straordinarie sorprese. Forse ancora increduli?

Altre immagini importanti sono quelle di Patti Smith fotografata da Robert Mapplethorpe; un’immagine evanescente con elementi contrastanti come i capelli zazzeruti e le due colombe poggiate su ciascuna delle sue mani mentre in primo piano campeggia un tralcio di foglie verdi per il disco Wave del 1979.
Per giungere alle immagini cult di Guido Harari per il Real live di Bob Dylan. Un’immagine dove sono ben visibili la chitarra e l’armonica in un tradizionale approccio al mitico sound country. E il celebratissimo Born in the USA di Bruce Springsteen con sullo sfondo le stripes della bandiera americana di Annie Leibovitz, un’immagine ancora celebrativa dell’american dream. 
Più mistiche risultano le foto degli U2 evocative e in un bianco e nero pensoso di Anton Corbijn per The Unforgettable Fire del 1984 e per All I Want Is You del 1988.

Tra le copertine in mostra risaltano quelle di Renato Carosone del disco Carosello Carosone n.3 del 1955 e Carosello Carosone n.7 del 1957 del frizzante fotografo Luigi Veronesi. Tra gli altri spicca la copertina di un improbabile quanto vero disco, omaggio a Ungaretti, del 1970 di Mario Schifano; una composizione non usuale di scatti da maestro per il grande Ungaretti.

Quello che risalta dall’interessante mostra è che le copertine dei 33 giri venivano realizzate con foto d’autore che non erano ancora il risultato di alchimie digitali. Erano, cioè, vere opere d’arte realizzate nella composizione grafica con tagli di foto ricercate tra i numerosi scatti selezionati dai provini d’autore. Il taglio delle foto e l’inquadratura venivano realizzatedagli stessi artisti delle foto. Questa ricercatezza costituisce l’elemento più interessante della mostra delle copertine dei dischi a 33 giri, veri pezzi da
collezione.

Catalogo Postcart a cura di Raffaella Perna per la Fondazione Musica per Roma.

 

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