

Fatti e misfatti di aprile 2016
“Qualcuno sembra convinto che il Presidente francese Francois Hollande – in visita al presidente egiziano al-Sisi – spenderà una parola autorevole per convincere il Cairo a fare piena e vera luce sulla orribile morte del nostro giovane ricercatore Giulio Regeni”.
Molti, invece, non ne sono convinti affatto. Perché il Presidente Holland è in Egitto tutt’altro che per spendere. Ma è lì per guadagnare più di un milione di dollari in cambio di una fornitura francese di armi. Un grosso contratto da mandare in fumo, magari, per un “petit”, piccolo italiano? “Volez vous blaguer”, volete scherzare? Scherzare certamente no. Perché non sarebbe il caso. Ma “s’indigner”, indignarsi sì.
“Il Fondo monetario internazionale – così il giornalista della “Bbc” Stephan Suckar alla presidente Christine Lagarde – fa bene, naturalmente, a battersi contro i “paradisi fiscali”. Ma lei, signora, quante tasse paga?”
La signora Christine Lagarde è impallidita e, con molto imbarazzo, ha dovuto ammettere pubblicamente che il suo stipendio, come quello dei dipendenti della Banca mondiale e dell’Organizzazione delle Nazioni unite a New York, è esente da ogni tassa. E, cioé, anche lui un piccolo “paradiso fiscale”. Ma che fa? “Goodbye and thanks”, arrivederci e grazie.
“Quando è giunta la notizia – nel pomeriggio di ieri – che il Consiglio di Stato aveva bocciato il testo del decreto governativo sul canone tv, il “Giornale”, ma anche il “Corriere della sera”, l’hanno messa, “on line”, in prima pagina e con grande risalto. L’ha invece relegata verso il fondo, invece, “La Repubblica on line”.
Sempre più, come sembra, “La Repubblica” di Renzi. La Repubblica con e senza le virgolette.
“Lo stesso ha fatto la Rai – nel suo più seguito telegiornale delle 20 – omettendo la notizia nei titoli di testa e dandola, frettolosamente e genericamente, dopo numerose altre informazioni ben meno importanti”.
Sarebbe allora questa la nuova Rai autonoma e democratica guidata dal direttore generale Antonio Campo Dell’Orto? Si spera di no. Perché sembrerebbe molto di più, soprattutto con questa ultima “perla”, l’Eiar anteguerra guidata dal ministro fascista Alessandro Pavolini.
“Il Capo dello Stato boliviano, Evo Morales – ricevuto in Vaticano da Papa Francesco – se n’è uscito così: “Io prendo la coca perché fa molto bene. Gliela consiglio””
Ecco. Ci mancherebbe, ora, solo un Papa cocainomane.
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