

Mostra fotografica Di Valter Sambucini “Il mito, l’immaginario, la rappresentazione”
In questo splendido angolo di natura, attrezzato con servizi culturali e disponibilità umane adeguate, il 3 novembre alle ore 16,30 si inaugurerà la mostra fotografica di Valter Sambucini con un dibattito, dopo gli interventi di: Carla Guidi, giornalista, Valerio Strinati, Presidente Università Popolare “A. Gramsci” e di Massimo De Simoni, Presidente associazione Etica. Moderatrice Tatiana Procacci dell’Associazione culturale “Parole in Piazza”. Interverrà anche l’autore.
La mostra sarà visibile anche gli altri giorni utili in orario biblioteca, fino al 24 novembre 2015.
Per chi non conoscesse questo luogo magico, bisogna dire che questa Biblioteca Vaccheria Nardi (via Grotta di Gregna, 37) è stata inaugurata il 19 dicembre 2009 dopo un iter lungo 10 anni ed un raffinato restauro, ed è andata a sostituire quella di via Mozart, diventando la seconda a Roma per dimensioni, comprendente una biblioteca per ragazzi, una mediateca ed uno sportello Informagiovani, una grande sala per concerti e spettacoli, spazi per esposizioni, vari ambienti dedicati ad attività artistiche, un settore per la ristorazione ed un alloggio per il custode.
Di tutto questo e di altro si può fare un approfondimento leggendo gli articoli di Federico Carabetta rispettivamente del 19 dicembre 2009 e del 4 febbraio 2015 su questo stesso giornale.
Basti dire però che la Vaccheria Nardi è oggi un punto di riferimento culturale per tutto il territorio circostante e che qui sono stati realizzati concerti prestigiosi e presentazioni di importanti volumi, mentre rimane un punto di riferimento e di aggregazione per tanti giovani e studenti, un’oasi intellettuale totalmente gratuita ed aperta a tutti.
Tra la Tiburtina e la Casilina, nei pressi dell’antico Ponte Mammolo, un giardino è risorto, mentre la “Premiata Vaccheria Fratelli Nardi” era originariamente un’azienda agricola che produceva latte e derivati, si estendeva per due edifici di tre piani uniti fra loro da un’ulteriore costruzione, la stalla per il bestiame. Furono poi costruiti altri due casali ai due lati del viale alberato che conduceva a quelli originari, ma dobbiamo ricordare che nell’area della tenuta era prima presente una villa romana di cui rimase ben poco dopo le distruzioni e gli spogli di materiale operati per la costruzione dei casali, ne resta ora il cosiddetto materiale archeologico erratico.
Per tornare alla Mostra, queste foto sono state scattate a Lucca, al concludersi del mese di ottobre ed i primi di novembre 2014, durante la pacifica invasione annuale dei Cosplayer, corsi numerosi all’appello della manifestazione Lucca Comics & Games, il più emozionante appuntamento europeo nell’ambito dei fumetti, dell’animazione, dei giochi di ruolo e da tavolo, dei videogiochi e del fantasy, la più importante rassegna italiana del settore, prima d’Europa e seconda al mondo dopo il Comiket di Tokyo … ma sono state scattate anche durante la Halloween Celebration di Borgo a Mozzano in Garfagnana, forse il più celebre appuntamento pagano-celtico della Toscana, meta anch’esso di centinaia di partecipanti in costume, giunto ormai quest’anno alla sua ventiduesima edizione.
La tradizione che lega al fumetto la città di Lucca iniziò con la decisione di ospitare nel 1966, la seconda edizione del Salone Internazionale dei Comics, da allora questo legame non si è più interrotto. Bisogna dire però che nel contesto della Lucchesia è nato Carlo Lorenzini detto Collodi e la sua creatura è diventata famosa in tutto il mondo, aggiungendo che questa è stata la patria degli antichi Figurinai che, con i loro calchi per il gesso, migrarono in tutta Europa e raggiunsero perfino l’America.
Queste le radici, ma per tornare ad oggi, è scoppiata una vera passione tra i giovani e non solo, del Gioco di Ruolo, dei travestimenti dei Cosplayer derivati dai fumetti e dal cinema d’animazione, dai videogiochi … un vero cortocircuito tra realtà e finzione che attinge ad una ricerca d’identità ma anche alla funzione catartica, simbolica e sublime del teatro. Tutto questo sta diventando anche contagioso poiché sempre più manifestazioni di questo tipo invadono le città, anche Roma da poco ha ospitato Romics.
Sono alla fine feste popolari dove portare la maschera non è considerato un reato, dove la bellezza, come suo complemento, è anch’essa una pura manifestazione di armonia e piacere per gli occhi, ma dove anche la bruttezza riacquista dignità di personaggio e si inserisce in una colta citazione. Sembra di essere più vicini alla consapevolezza di un nuovo equilibrio possibile tra le trasgressioni implicite e tollerate del Carnevale medioevale e di altri analoghi folklorismi, con il Teatro, dove le regole sono nuove e diverse (ma ci sono) … nel contesto di un libro aperto ma che si sta ancora scrivendo, con parole ed immagini fisicamente insieme, come nei sempre più diffusi libri a fumetti.
La maschera si indossa per coprire l’intero viso o solamente gli occhi che da soli possono rivelare desiderio, paura, invidia, rabbia, minaccia … A questa fa da complemento il costume ed il trucco che può a sua volta “mascherare” il corpo e nasconderne l’identità, oppure accentuarne le caratteristiche e potenziarne l’immagine … L’etimologia della parola si perde nella notte dei tempi e molte sembrano essere le origini, ma sappiamo che il suo significato “estetico e rituale” può assumere valenze di “protezione” dagli spiriti o per comunicare con essi, seduzione nei rituali di accoppiamento nelle culture cosiddette primitive, ma anche nelle nostre tribali notti da discoteca; provocazione aggressiva, potenziamento dell’immagine e rappresentazione poetica, nei vari gradi di accesso al simbolico, infine come strumento che permette di superare le convenzioni spazio-temporali per accedere all’interno di un mondo “altro”, divino, rituale, mistico, eroico, fantastico…
In realtà in Italia la festa dei morti sembra sia stata istituita da Papa Bonifacio IV nel 610 e che venisse festeggiata il 13 maggio, insieme a quella di tutti i Santi.
La data in calendario al 1° novembre risale invece all’VIII secolo, ad opera di Papa Gregorio II, molto probabilmente con lo scopo di contrastare le radicate tradizioni del mondo celtico che, nella stessa data, commemoravano secondo l’anno druidico la festa di Samhain (o Samain) letteralmente “tutte le anime”, stabilita come fine dell’anno e l’inizio del nuovo. Considerato il primo giorno d’inverno in cui la notte era più lunga del giorno, si credeva che tutti gli spiriti dei defunti potessero passare da un mondo all’altro, ma gli antichi Celti non temevano i propri morti e lasciavano addirittura per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti volessero far visita ai vivi, ai loro cari.
E’ un’usanza sopravvissuta anche in alcune regioni dell’Italia settentrionale ed in parte della Puglia e della Basilicata, addirittura in Sicilia e lo stesso Sciascia sottolineava che il cristianesimo consentiva, nonostante tutto, quelle esplosioni propriamente pagane, forse come proiezione e personificazione di antichi Miti, in qualche modo alleati degli uomini nel combattere paure e significanti affettuosamente legati al mistero della morte. Fu poi la massiccia migrazione irlandese del XIX secolo a portare la festa negli Stati Uniti.
In Toscana, nella valle del Serchio, non mancano testimonianze archeologiche di impronte celtiche sul territorio, in parte inabissate nella vegetazione, in parte riutilizzate dagli antichi romani, così Borgo a Mozzano, esibisce il suo splendido medioevale Ponte del diavolo ovvero Ponte della Maddalena sul fiume Serchio ed ogni anno celebra Halloween come un ritorno della festività celtica, con un sapore trasgressivo ma composto e fortemente partecipativo, con famiglie intere e bambini mascherati da folletti o da zombie; folcloristico e popolare ma colto e rievocativo dei tempi mitici della Terra e dei suoi ritmi di fertilità, i miti e le leggende locali più o meno sanguinarie e/o di contenuto esemplare.
Nelle foto di Valter Sambucini si esalta tutto questo “sapore” di riconquista di una propria identità tradizionalmente contadina, terrestre, pagana e decisamente da Maledetti toscani, condita con atti di esibizione dovuti a vere e proprie sceneggiature teatrali di sapore moderno e cinematografico.
FOTO di Valter Sambucini
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