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I comitati no-elettrosmog insorgono contro Zingaretti

La trasmissione Report riaccende le polemiche sull’elettrosmog creato dai sistemi wi-fi

Il neo presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti l’aveva detto, anche con i manifesti 3 x 2 lungo Roma e provincia: in caso di vittoria tra le priorità ci sarebbe stato l’internet gratuito in tutta la provincia. E questo impegno aveva sin da subito fatto infuriare i comitati anti-elettrosmog. Ora, a seguito della vittoria elettorale e delle patologie sostenute da vari esperti e ricercatori, divulgate tramite la trasmissione Report in onda l’11 maggio scorso, il comitato No Elettrosmog Roma (NER), per voce del suo Coordinatore Giuseppe Teodoro, torna a farsi sentire e a chiedere un incontro con la Provincia.

Le ragioni di Zingaretti risalgono alla necessità di rendere un servizio alla cittadinanza, già fornito nelle più grandi (o piccole) metropoli del mondo al fine di incentivare l’informatizzazione e lo sviluppo di nuove tecnologie. Un progetto – che costerà 20 milioni di euro e con la compartecipazione del comune e di aziende come l’Acea e che sarà realizzato in 24 mesi – come affermato dallo stesso neo Presidente provinciale, che Zingaretti ha maturato nel corso del suo incarico da europarlamentare: "Durante i miei anni a Strasburgo ho avuto modo di girare il mondo e mi sono chiesto perché ovunque si vada, in qualsiasi città, e’ possibile aprire il computer portatile e collegarsi gratuitamente ad Internet, ma questo non e’ possibile a Roma. Anche a Dubai, città nata in mezzo al deserto, il sistema Wi-Fi si sta diffondendo sempre di più".
Roma, per altro, oggi conta alcune zone, quali parchi pubblici, una serie di biblioteche e via dicendo, che già offrono il servizio di internet gratis mediante wireless, utilizzato soprattutto dai giovani.

NER chiede, invece, un ripensamento da parte dell’amministrazione. Alla base della richiesta la sottolineatura di come ricerche e studi internazionali attestino un diffuso aumento dei rischi di patologie cliniche nei confronti dei soggetti esposti per lungo tempo ai campi elettromagnetici emessi dalle sorgenti a radioonde (tra cui il wireless), collocate all’interno o nei pressi dei luoghi domestici, di studio e di lavoro.

Studi che per altro – unitamente ad un registrato aumento di malori e disturbi ascrivibili alla esposizione ai campi elettromagnetici generati dalle onde radio – hanno portato a riconsiderare l’uso del wi-fi in molte città straniere in favore della fibra ottica.

I risultati delle ricerche, non sono per altro, univoci e non sono state ancora scoperte alcune correlazioni tra malattie ed onde, per ora supposte solamente. A ciò, i comitati anti-elettrosmog, rispondono – pur ribadendo la validità degli studi da essi allegati in documentazione nelle suddette richieste – chiedendo, quantomeno, il rispetto del principio di precauzione, in attesa che sia la scienza a dare una risposta univoca.

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