I walkabout a Tor marancia, Agricoltura Nuova, Corviale e Tor Sapienza

Con Urban Experience per IPER – Festival delle periferie - Il resoconto

Da tempo Urban Experience collabora con Giorgio De Finis, in particolar modo con l’esperienza significativa del MACRO Asilo dove s’è attuato il modello del Museo come Laboratorio di Comunità, curando diversi eventi tra cui quelli su #MAPPE per il Dizionario del Contemporaneo.

Lo scorso anno si sono condotti per  l’IPER – Festival delle periferie 2025 dei walkabout nella Roma agricola e selvatica e quest’anno per l’edizione 2026 di IperFestival s’è rilanciato con quattro esplorazioni  a Tormarancia, Agricoltura Nuova, Corviale e Tor Sapienza.

Tor marancia

A Tormarancia si è andati in cammino con Valerio Sannetti e Giuliano Marotta del Parco della Torre di Tormarancia esplorando con un walkabout dal titolo Il punto di vista dei ciechi i diversi sguardi su quella ex borgata detta anche “Shanghai” per i vari allagamenti che subiva.

Tra quegli sguardi ci sono stati quelli dei ciechi (usando questo termine, proprio su una loro sollecitazione, perché “non vedente” sottende sottrazione mentre la cecità va intesa anche come un’altra abilità) che avevamo conosciuto 12 anni fa con il progetto Roma vista dai ciechi.

Lungo il percorso abbiamo seguito alcune segnaletiche curate dal Parco della Torre di Tormarancia, tracciando la memoria di quel territorio (come quella antifascista) e ricordato anche Agostino Di Bartolomei, lo storico capitano della Roma (che la portò allo scudetto nel 1983), cresciuto in quella borgata, detto il “tritolo di Tor Marancia” . S’è ascoltato ad un certo punto, al telefono, Andrea Renzi , l’attore che lo ha interpretato nel film L’uomo in più (2001) il primo film diretto da Paolo Sorrentino.


E’ stato significativo anche un altro momento all’interno del Museo Condominiale  dove si è partecipato ad un happening conviviale curato da Daniele De Michele “Donpasta“ (che conosciamo  da più di 20 anni, dalle sue prime azioni salentine) con gli abitanti, pranzando sulla bella terrazza di Pietro
Agricoltura Nuova, a Decima-Malafede

Ad Agricoltura Nuova, a Decima-Malafede, con il walkabout Il Silver Cohousing agricolo della periferia generazionale abbiamo conversato in un flusso radio che ha liberato bei ragionamenti con Carlo Patacconi e altri amici su un progetto rivolto agli anziani autosufficienti, promuovendo l’invecchiamento attivo, la partecipazione alla vita comunitaria propria della condizione agricola, cercando di attuare staffetta intergenerazionale.

Una visione strategica di cui s’è trattato in Campidoglio qualche mese fa.  Si è individuata l’area nei pressi del maneggio dei cavalli dove si prevede di allestire le unità abitative. Raccogliendo nespole si gira per la tenuta agricola e ci si affaccia in un laboratorio sulla pasta fresca che ha visto coinvolti diversi giovani e lì si è conversato con chi aveva le mani in pasta.

Qui abbiamo rilanciato un’idea molto funzionale al principio dell’invecchiamento attivo ed acquisita in un contesto teatrale ordito dalla Koinè diversi anni fa (una delle esperienze teatrali ecosofiche più importanti in assoluto) dal titolo Le Mani in pasta (performance-laboratorio che sta ora riprendendo a girare dopo la morte del geniale Silvio Panini).

Qual’è l’idea? Basta pensare a come la pratica dell’impasto possa essere vista anche buona cura per l’artrite alle mani, coinvolgendo anche i più anziani. E’ con queste idee in testa che si  arriva nel grande piazzale di terra battuta dove opera Valeria Zurlo del “Circo Rosso” in un bellissimo chapiteau tra gli alberi approdato da poco ad Agricoltura Nuova.

E’ qui che si è sperimentato un estemporaneo laboratorio di giocoleria che ha visto partecipare bambini e super-anziani. Un buon format per l’interazione ludico-partecipativa tra nonni e nipoti.

A Corviale

A Corviale ci si è trovati al Campo Dei Miracoli con Massimo Vallati, sotto il Serpentone del Corviale, in un luogo che conosciamo bene e che è diventato modello emblematico di inclusione sociale. Dopo aver visto la “porziuncola”, un capanno di legno incendiato, di cui rimane solo un pezzo bruciacchiato a testimoniare i vandalismi subiti si va negli splendidi campi sportivi.

Si passa per le cucine dove si sta preparando il pranzo sociale dedicato a Falcone e Borsellino che sarà l’occasione per ricordare con Slow Food anche Carlin Petrini appena scomparso che diceva qualcosa che ha molto a che fare con quel luogo: «Chi semina utopia, raccoglie realtà».

Con Aldo Feroce della RivistaCorvialista ragioniamo sulle vicende contraddittorie del  Corviale come paradosso urbanistico (dalle occupazioni degli anni Ottanta che impedirono il compimento architettonico alla grave assenza di servizi pubblici per troppi anni).

Attraversiamo i laboratori artigiani e quelli di rigenerazione urbana per approdare al Mitreo-ArteContemporanea dove è in corso il vernissage di un’importante mostra d’arte contemporanea che alimenta il valore di un’esperienza “underground” che ha svolto in questi anni un ruolo significativo per quella comunità.

Lungo quel chilometro di architettura “psicotropa” (ciò che spiazza) ascoltiamo i geo-podcast raccolti in questi anni di walkabout a Corviale, esplorando i suoi paesaggi umani, a partire dalle voci dei bambini con cui Urban Experience ha collaborato nel 2010 (vedi la mappa parlante realizzata 16 anni fa). Allora si fece in quel supercondominio un walkabout che si rivelò come una straordinaria festa mobile.

Significativo il confronto serrato con Stefano Panunzi, grazie alle sue belle visioni d’alterità architettonica, che invita a interpretare Corviale come un dispositivo che intercetta le dinamiche del Sole, più di una meridiana, un modello utopico che fu idealizzato dal genio di Mario Fiorentino e che tutt’oggi appare ancora inespresso. Ci aspettiamo un nuovo appaesamento in un luogo che per troppo tempo è risultato spaesante.

A Tor Sapienza

A Tor Sapienza con il walkabout Birra e salsicce insieme a Daniela Brignone del Museo-Archivio Storico Birra Peroni e Vincenzo Luciani abbiamo solcato quella periferia all’estremo sud-est , partendo dalla Peroni e i suoi 160 anni di vita industriale.

Attraversando la fabbrica e poi l’archivio, bevendo alla fine un bel peroncino, abbiamo capito come il ghiaccio e la filossera (la malattia che mise in ginocchio le vigne all’inizio del XX secolo) riuscirono a far bere birra a un popolo innamorato del vino.

Camminando sotto il sole nella borgata con Francesco Genovesi si è ricordato Michele Testa, capostazione socialista impegnato nella bonifica di questa zona dell’agro romano con una cooperativa che nel 1920 creò i presupposti per la nascita della borgata.

Giunti al MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia (ex Fiorucci azienda produttrice di salumi) ascoltiamo Tonino Orlandi che lavorò alla Fiorucci e autore di un romanzo in cui si rievocano le lotte in quella fabbrica.

In quel “museo abitato” incontriamo Paola Romoli Venturi nella performance Rovesciare che reiventa la favola del Re Nudoattuale più che mai. Infine ascoltiamo al telefono Carlo Mazzei direttore dei Grandi Progetti di Roma Capitale che ha prospettato il piano per la costruzione di case popolari per i nuclei familiari che vi risiedono.

Il MAAM rinascerà, dimostrando come una fabbrica di salumi abbandonata possa diventare, in quanto luogo con un’occupazione abitativa, un innovativo polo culturale che esprime al miglior grado la potenzialità della resilienza urbana.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento