

Le opere concorrenti dovranno pervenire entro il prossimo 31 maggio
Ecco il testo integrale del Bando del Concorso per il 10° Premio Letterario "Città di Vico del Gargano"
Il Comune di Vico del Gargano (FG), in collaborazione con la Edizioni Cofine srl, bandisce un Concorso per il conferimento del 10° Premio Letterario “Città di Vico del Gargano” al miglior romanzo breve, inedito.
Modalità di partecipazione. – La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti. I partecipanti dovranno inviare un unico elaborato, inedito, non superiore alle 50.000 battute (33 cartelle dattiloscritte di 25 righe da 60 battute ciascuna, spazi inclusi).
Gli elaborati, inviati in 9 copie, contrassegnati dal titolo, dovranno essere anonimi. Le generalità dell’autore (titolo dell’opera, cognome e nome, data e luogo di nascita, indirizzo, recapito telefonico, e-mail) dovranno essere indicate in busta chiusa a parte e allegata alle copie degli elaborati.
Gli elaborati del vincitore e dei finalisti dovranno essere inviati, su richiesta degli organizzatori e successivamente, anche su supporti magnetici in Word. I testi non saranno restituiti e saranno archiviati nella Biblioteca di Vico del Gargano nel Fondo di documentazione del Premio Letterario "Città di Vico del Gargano".
Scadenza. – Gli elaborati, con le modalità prima indicate, dovranno pervenire entro e non oltre il 31 Maggio 2008 al seguente indirizzo: 10° Premio Letterario “Città di Vico del Gargano” presso Comune di Vico del Gargano, piazza S. Domenico, 71018 Vico del Gargano (FG).
La proclamazione del vincitore avverrà domenica 24 agosto del 2008, a Vico del Gargano. La manifestazione è promossa dall’Amministrazione Comunale di Vico del Gargano.
Premi. – All’opera vincitrice, scelta tra una cinquina di finaliste, sarà assegnato il Premio “Città di Vico del Gargano” consistente nella sua pubblicazione, in edizione speciale, in 500 copie, a cura della Edizioni Cofine, nell’assegnazione all’autore di 100 copie del libro e di un compenso di 400 euro. All’autore del secondo romanzo classificato sarà riconosciuto un R.S. di euro 200, all’autore del terzo romanzo classificato un R.S. di 100 euro. Al quarto e quinto classificato saranno assegnati prodotti della tradizione enogastronomica vichese.
I premi dovranno essere ritirati personalmente (pena l’esclusione) nel corso della cerimonia di premiazione che si terrà in Vico del Gargano il 24 agosto del 2008.
Le cinque opere finaliste, saranno pubblicate, con il profilo dell’autore, sul sito www.poetidelparco.it.
I cinque finalisti avranno in premio il soggiorno gratuito per un week end a Vico del Gargano, in occasione della premiazione.
Giuria. – Il premio sarà attribuito, a giudizio insindacabile della giuria composta da: Daniele Maria Pegorari – Università di Bari, presidente; Grazia D’Altilia – scrittrice; Achille Serrao – narratore, poeta, critico letterario; Rino Caputo – Università Roma Tor Vergata; Giuseppe Massara – Università Roma La Sapienza; Domenico Cofano – Università di Foggia; Michele Afferrante – giornalista e autore televisivo; Vincenzo Luciani – editore.
Informazioni. – Per ulteriori informazioni: tel. ![]()

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06-2253179
; e-mail poeti@fastwebnet.it.
L’esito del concorso sarà reso noto attraverso la stampa e altri canali di informazione e sul sito www.poetidelparco.it
Vico del Gargano (FG) è una cittadina di 8102 abitanti, posta a 445 m sul livello del mare, su un promontorio roccioso tra il mare Adriatico (a 6 km) e la Foresta Umbra (a 10 km). La sua fine aria collinare tempera la calura estiva e addolcisce il freddo invernale.
Il territorio
E’ molto variegato, mutevole: si passa dalla media collina dove è situato il centro abitato (445-500 m) agli oltre 800 della Foresta Umbra, ricca di abeti, maestose querce, faggi, tassi, corbezzoli, ecc.. Scendendo verso il mare e la costa, il territorio è ricco di acque sorgive e di indimenticabili panorami. Si incontrano fitte pinete e tutte le essenze tipiche del clima mediterraneo (ulivi secolari, carrubi, fichi, aranci, limoni, ecc.). Il litorale è caratterizzato da ampie e lunghe spiagge sabbiose che procedono da San Menaio verso Calenella ed il Monte Pucci che segna il confine con la vicina Peschici. Percorsi attrezzati, maneggi, complessi turistici si trovano disseminati in tutto il territorio.
Il centro storico e dintorni
Molto esteso, il centro storico si sviluppa su un’altura con un panorama continuamente variabile a seconda del punto di osservazione. Si articola nei tre nuclei di Civita, Terra e Casale. Il nucleo più antico, il rione Civita è caratterizzato da strade e stradine sempre mutevoli d’aspetto accanto alle quali si stagliano la mole del Castello (edificato da Federico II di Svevia intorno al 1240) ed incombe quella della grande cupola della collegiata dell’Assunta. Notevole anche il rione Terra con le sue torri medievali ed i suggestivi vicoli.
Meritano anche una visita: la chiesa del Purgatorio; il Museo “trappeto Maratea”, un antico frantoio per la spremitura delle olive, di età medievale, che conserva una pressa in legno del 1317; il palazzo della Bella e, appena fuori Vico, il Convento dei Cappucini, ricco di opere d’arte, e il Convento di Santa Maria Pura, con un affresco del XIII sec.
Religiosità e folclore
Un ricco patrimonio di musica, canzoni, ballate, danze, modi di vivere, festività da celebrare fanno di Vico uno delle cittadine più originali ed interessanti del Gargano. Tra le festività, per la loro autenticità e le caratteristiche uniche ed originali, spiccano quelle di S. Valentino, patrono della città e protettore degli agrumeti e degli innamorati e del Venerdì Santo.
Cenni storici
Nel suo territorio sono presenti stazioni e siti paleolitici, neolitici, eneolitici che testimoniano la presenza dell’uomo sin dalla più remota antichità. Il centro abitato prese inizio nel 970 in prossimità di una necropoli dell’età del ferro posta su un’altura denominata Tabor ad opera di slavi, predoni e conquistatori. Essi si mescolarono con i residenti raccolti in un unico centro fortificato che fu chiamato Vico. In epoca normanna fu costruito il primo nucleo di un castello, poi modificato da Federico II di Svevia. Fu poi feudo di Giovanni Pipino di Barletta, poi di suo figlio Nicola e di Pietro. Nel 1547 il feudo fu acquistato da Galeazzo Caracciolo la cui famiglia lo detenne fino al 1631 quando passò al principe Traiano Spinelli. Gli Spinelli tennero il feudo fino al 1689. Il XVIII secolo fu caratterizzato da un notevole risveglio culturale, con la fondazione di un cenacolo di intellettuali (l’Accademia degli Eccitati) e da un grande sviluppo economico con la coltivazione degli agrumi. Notevole fu anche lo sviluppo edilizio urbano ed anche nelle campagne nelle quali sorsero i primi “casini” luoghi in cui la nuova borghesia amava trascorrere lunghi periodi di riposo. Nella seconda metà del secolo XIX, dopo la caduta dei Borboni, il territorio fu investito da una nutrita presenza di briganti. Seguì una continua e inarrestabile decadenza economica coincidente con la crisi irreversibile dell’agricoltura e la perdita dei mercati agrumicoli. Oggi Vico propone uno sviluppo fondato sull’agricoltura (agrumi, ulivi, ecc.) sul turismo e la cultura.
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