

A due settimane dall'abbattimento delle 80 baracche
Ancora tre giorni e saranno passate due settimane da quando all’alba dell’11 novembre 2009 11 operatori del Comune di Roma e squadre operative dell’Ama con l’ausilio di un escavatore e di una pala meccanica, abbatterono oltre 80 baracche dell’insediamento abusivo di Casilino 700, prendendo l’impegno che da lì a pochi giorni ci sarebbero stati ulteriori interventi di bonifica.
Per il momento quelle affermazioni si sono rilevate un autentico bluff, così come i rilievi eseguiti da elementi del Corpo Forestale dello Stato che, a caldo, parlarono di un luogo gravemente compromesso da rifiuti di ogni genere, amianto e olii smaltiti nel terreno. Dichiarazioni alquanto singolari per un’area disseminata da sfasciacarrozze abusivi e privi delle piu elementari forme di tutela per la sicurezza e per la salvaguardia del terreno dalle infiltrazioni di inquinanti.
Portate via le 500 scomode presenze, che ovviamente con l’inverno alle porte non potevano certo continuare a rimanere in quel luogo, gli incendi, quelli che ammorbano l’aria rendendola irrespirabile, sono continuati e l’ultimo in ordine di tempo è divampato nella giornata di giovedi 19 novembre. Un incendio difficile da spegnere a causa di una montagna di calcinacci scaricati nel bel mezzo del viottolo che ha impedito l’accesso dell’autobotte dei vigili del fuoco.
E questo solo perché non è stato chiuso l’accesso "al campo" subito dopo l’abbattimento delle baracche.
Una bonifica hanno detto dal Campidoglio che durerà almeno 20 giorni.
Ovviamente tra i cittadini residenti nei pressi delle aree in questione, sono in pochi a credere ad una promessa del genere. In primo luogo perchè l’inquinamento dell’ambiente intorno al parco di Centocelle è in massima parte determinato dagli sfasciacarrozze e in secondo luogo perché la stessa promessa era stata fatta al momento della chiusura del parco dovuta innanzitutto al furto dei cavi di rami che alimentavano l’illuminazione e all’asportazione di alcuni chiusini. E invece nulla. Il parco è rimasto aperto solo per i delinquenti che hanno effettuato le vandaliche scorrerie diurne e notturne.
Ma si sa, noi siamo la periferia. Quel pezzo di città dove è possibile non vedere un vigile in strada, dove è possibile eseguire le pulizie stradali a cadenze occasionali e in maniera non certamente ottimale, dove è possibile tenere chiuso un parco per un tempo indefinito e dove è possibile soprassedere alle segnalazioni di costruzione di baracche ( due o tre ) per poi buttarle giù dopo oltre due anni. Quando sono diventate 80 e abitate da 500 persone, tra adulti e tanti bambini.
Campidoglio, se ci sei, bonifica l’intera area, rimetti in sicurezza il parco e riconsegnalo ai cittadini.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.