

La manifestazione del 17 aprile è la prima di una serie
La manifestazione, promossa dal Comitato di quartiere Torre Spaccata il 7 aprile 2016 e che ha visto la partecipazione di oltre 100 cittadini, è stata la prima e, da quanto abbiamo appreso dagli stessi portavoce del Comitato stesso, è intenzione di di ripeterla ogni giovedì, incrementandone la pubblicizzazione, un’esigenza questa che nasce dallo stato di abbandono dell’intero quartiere e di cui le buche e il dissesto di via dei Romanisti rappresentano solo la punta dell’iceberg.
I cittadini dopo aver denunciato lo stato di degrado del quartiere hanno deciso di fare una passeggiata che ha toccato i suoi punti nevralgici e che più di altri evidenziano l’incapacità delle amministrazioni periferiche e centrali di abbozzare risposte credibili e fattibili per strappare il territorio all’invivibilità.
La passeggiata ha percorso via dei Romanisti, il tratto della Palmiro Togliatti fino a via Papiria passando davanti alla “buca della vergogna” dove, sotto il centro Sportivo Augustea, un centinaio di Rom e senza fissa dimora hanno realizzato una baraccopoli sommersa ormai da decine di tonnellate di rifiuti di ogni genere e da dove sempre più spesso vengono segnalati incendi e fumi maleodoranti.
Dall’altro lato quello del parco di Centocelle gli sfasci restano in attesa da oltre quindici anni di luoghi idonei per realizzare la loro attività.
I responsabili del CdQ hanno sottolineato come a seguito di denunce ed esposti circa l’interramento nel sottosuolo dove fino a circa cinque anni fa sorgeva il campo Rom Casilino 900 di rifiuti di ogni genere, sia intervenuta l’ARPA che ha effettuato i necessari prelievi del suolo ma che ad oggi non si conoscono ancora i risultati di quelle indagini.
Sempre sul parco insistono delle abitazioni abusive su cui pende una ordinanza di demolizione non eseguita dal Municipio Roma V, sembrerebbe per mancanza dei fondi necessari. Una versione a cui non credono né il CdQ Torre Spaccata né le varie associazioni che da anni si battono per il completamente e l’utilizzo del Parco, non fosse altro che per il fatto che esiste e permane un cancello abusivo con tanto di cartello abusivo di passo carrabile delle cui chiavi oltre agli utilizzatori delle costruzioni abusive, sembrerebbero in possesso anche alla Polizia Roma Capitale Gruppo Casilino.

Siamo intanto solidali con la lotta e l’iniziativa del Comitato di Quartiere nella speranza che le istituzioni locali e centrali sappiano finalmente dare risposte concrete e non impalpabili promesse.
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