Il commissario Ponzetti indaga al quartiere Giuliano-Dalmata

Proprio in questi giorni è uscito l'ultimo libro di Giovanni Ricciardi
Brunella Bassetti - 10 Luglio 2019

Molto probabilmente “Oreste” (ci riferiamo al recente libro “La vendetta di Oreste” di Giovanni Ricciardi) non saprà mai che, nella seduta del consiglio municipale del 27 giugno scorso, è stato approvato all’unanimità l’atto politico per la valorizzazione culturale del Nucleo storico del Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma- Villaggio Giuliano Dalmata.

L’atto nasce in seguito al lavoro svolto in commissione cultura municipale insieme alle varie associazioni che da anni sono impegnate nel ricordo delle vittime delle foibe e degli esuli e di queste pagine di storia mai scritte, di rilevanza nazionale e internazionale. E la “memoria” si attuerà grazie al Progetto di “Museo diffuso” e alla posa in opera di “mattonelle d’inciampo” commemorative unitamente alla realizzazione di tabelle di informazione storica nei luoghi più
significativi del Villaggio.

Ma chi è Oreste? È l’ultimo personaggio nato dalla penna del talentuoso Giovanni Ricciardi, professore di greco e latino in un liceo di Roma ma, soprattutto, padre di quel commissario Ottavio Ponzetti, protagonista di una fortunata serie di romanzi ambientati nella città eterna.

Lo scrittore è una vecchia conoscenza – oseremo dire “un amico” – del quartiere Giuliano-Dalmata in quanto spesso ha privilegiato presentare i suoi romanzi negli incontri domenicali “Incontro con l’autore”, ormai decennali, che la professoressa, traduttrice e poetessa Anna Maria Curci organizza presso il “Villaggio Cultura Pentatonic” o presso la
“Biblioteca San Marco”.

In un giallo, a metà tra indagine poliziesca e ricostruzione storica, si dipana la vicenda misteriosa di Oreste, esule istriano giunto a Roma nel 1954 in seguito alla cessione delle terre dell’Adriatico orientale alla Jugoslavia dopo il Trattato di Parigi del 1947. L’indagine si svolge tra Roma, Trieste e la Slovenia e, come i fiumi carsici, farà affiorare, tra
le secche del tempo e dei ricordi, il dramma del protagonista e gli echi di una “storia” – tragedia collettiva – per troppo tempo taciuta e sepolta nell’oblìo politico nazionale.

È proprio di questi giorni la notizia, circa il recupero di caduti italiani a Castua (Kastav, Croazia), che alla prova del DNA sono stati individuati i resti del Senatore di Fiume Riccardo Gigante, i quali, secondo le sue volontà, saranno posti al Vittoriale in un’arca a ciò predisposta accanto a D’Annunzio (risultato raggiunto grazie, anche, ad una ricerca italo-croata sulle “Vittime di nazionalità italiana a Fiume e dintorni negli anni 1939-1947” condotta dalla Società di Studi Fiumani e dall’Istituto Croato per la Storia di Zagabria, i cui risultati furono pubblicati in un volume dal Ministero per i beni culturali nel 2002).

«Roma sta a Ponzetti come Parigi a Maigret e New York a Nero Wolfe. Dopo la Sicilia di Montalbano, anche Roma ha trovato il suo eroe» (Antonia Arslan).

 

Brunella Bassetti


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